I medici, strumenti di Dio

Qualche giorno fa ho letto uno di quei raccontini che si rifanno o ai Padri del deserto o alle leggende del mondo islamico o alla cultura dell’estremo oriente che Antony De Bello ci ha tramandato attraverso quella simpaticissima serie di volumi che aprono gli occhi di noi occidentali sulla sapienza dell’induismo. Antony De Bello è stato un missionario attento al mondo culturale e religioso dell’India misteriosa, tentando di raccoglierne il meglio e innestandolo nel ceppo del pensiero cristiano ed offrendoci così un messaggio ed una proposta morale quanto mai suasive e ricche di fascino.

Il racconto di cui voglio parlare e che mi ha colpito e fatto pensare, faceva parte delle leggende del mondo islamico. Non ricordo i nomi e i particolari che rendevano particolarmente interessante il racconto, ma ne ricordo bene il messaggio che relativizzava e riduceva a posizioni reali la presunzione della medicina e l’illusione dell’uomo di oggi di sconfiggere in maniera decisiva il male mediante la scienza.

Ho concluso, spero con saggezza, che dobbiamo molto alla scienza medica – ad esempio sarei morto da decenni senza che la chirurgia fosse intervenuta per tempo – ma che comunque la nostra sorte rimane nelle mani di Dio, nel quale è bene ci abbandoniamo fiduciosamente.

Il racconto narrava di un signore che, con triste sorpresa, aveva incontrato la morte mentre era al mercato in un paese ben lontano dal suo; essa gli annunciò che l’indomani sarebbe andata a prenderlo. Questi, atterrito, una volta arrivato a casa tutto tremante, prese il cavallo più veloce che aveva e scappò in una città lontana molte miglia dalla sua perché la morte non lo trovasse. Sennonché l’indomani, mentre camminava in una viuzza, tutto contento di averla fatta franca, con angoscia e sorpresa mortale vide di nuovo il volto della morte, la quale gli disse: «Sono assai sorpresa perché mentre era fissato che ti incontrassi in questa città, ieri ti ho visto a molte miglia da qui e quindi pensavo che tu non ti presentassi all’appuntamento fissato.

I nostri vecchi dicevano saggiamente che “non si muove foglia che Dio non voglia”. Il progetto di Dio è fatto troppo bene perché qualcuno possa scompigliarlo: E’ saggio accettarlo fiduciosamente perché non è possibile sfuggirgli, ma soprattutto perché il buon Dio tiene sempre conto del nostro bene. Medici, medicine ed esperti di ogni scienza sono solamente strumenti nelle mani di Dio, mediante i quali egli segna il destino degli uomini.

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