Gesù ci chiede di contribuire all’avvento di una società giusta e onesta!

Forse “ho scoperto l’America” in ritardo! O forse sono arrivato ad una verità già scontata da tanto tempo da qualcuno più intelligente di me, ma per me è stata una bella e luminosa realtà l’interpretazione di una certa parabola di Cristo.

Qualche domenica fa, nel mio sermone domenicale, ho commentato la parabola che racconta come un certo imprenditore agricolo abbia assunto operai, a varie ore del giorno, dal primo mattino fino al tardo pomeriggio, per mandarli a lavorare “nella sua vigna”. Pattuisce con i primi una certa somma, che essi accettano di buon grado, ma al momento di dare la retribuzione questi si meravigliano e si adombrano perché dà la stessa paga anche agli ultimi assunti nel tardo pomeriggio.

Da quando faccio il prete, e sono ben 56 anni, che sento i sacerdoti arrancare per giustificare quel padrone che, senza veli, rappresenta il buon Dio, per il suo “atteggiamento antisindacale”.

Di primo acchito ho provato anch’io questa tentazione, ma quasi subito sono “stato folgorato” da un altro aspetto che mi è parso più vero e più ricco di fascino. L’assunzione a “lavorare nella vigna” avevo pensato, in passato, che si riferisse all’impegno per realizzare il Regno di Dio, ossia il raggiungimento della salvezza eterna, o almeno l’affermazione della Chiesa nel mondo.

Mentre quest’anno mi par d’aver capito che “il Regno” corrisponde esattamente e realmente a quel tipo di società giusta, onesta, pacifica, libera che noi tutti sogniamo, perché delusi o schifati dal mondo in cui viviamo. Gesù quindi ha invitato tutti, proprio tutti – da quelli chiamati fin dalla prima infanzia a quelli che incontrano Dio in tarda età – ad impegnarsi e a lavorare per l’avvento di quella società di cui sentiamo il bisogno, ma che invece incontriamo corrotta, piena di intrallazzi, prepotenze ed egoismi. M’è parso di capire che Gesù invita ad uscire dal proprio guscio, dai propri interessi famigliari e personali per aprirci al mondo della “politica”, ossia all’impegno superpersonale, il quale si preoccupa del bene dell’intera società.

M’è parso affascinante questo invito di Cristo a purificare e vivificare la politica dello spreco per renderla più pulita, sana, bella ed alta, attraverso l’apporto di tutti coloro che, prima o poi, “scoprono” la validità della proposta di Cristo.

Non so se sia riuscito a passare questa lettura più esistenziale della parabola, ma se questo non è avvenuto non è stato perché io dubitassi della sua validità, ma purtroppo perché credo di essere stato un po’ impacciato nel porgere la “nuova lettura” del discorso di Cristo.

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