Cinque modesti “perché?”

Chissà se le persone più giovani, più colte e più introdotte nella nostra società, riescono a capire ed accettare quello che avviene attorno a noi e a dare una lettura intelligibile ai comportamenti di certi personaggi e di certe frange della nostra società che per me rimangono assurdi e incomprensibili.

Non ho capito perché, a motivo della nuova linea ferroviaria ad alta velocità, giovani dei centri sociali d’Italia e d’Europa scatenino la guerriglia, rovinino il cantiere e soprattutto mettano in pericolo la vita dei poliziotti – “proletari in divisa”, direbbe Pierpaolo Pasolini – che non decidono nulla e prendono invece le botte per decisioni altrui, perché han trovato un modo di guadagnare il pane per sé e per le loro famiglie.

Non ho capito perché altri cittadini se la prendano con i ciclisti che, un po’ per spirito sportivo, ma soprattutto in vista di un guadagno, corrono innocentemente per le strade del “Lombardo-Veneto” che Bossi ha ribattezzato col nome di “Padania”.

Non ho capito perché a Roma, davanti al Parlamento, gli stessi soggetti provochino una guerriglia urbana, mentre nell’aula del Parlamento hanno Vendola, Di Pietro che li rappresentano e che espongono le loro ragioni.

Non ho capito perché a Venezia, presso la stazione di Santa Lucia, una volta ancora gli aderenti ai Centri Sociali, in perfetto assetto da combattimento e secondo le strategie più aggiornate messe a punto dal fondamentalismo islamico, se la piglino con i poliziotti per via dei nuovi riti inventati da Bossi e dalle sue camicie verdi.

Non ho capito perché Bettin e Beppe Caccia, noti politici della nostra città, persone che io stimo per il loro impegno civile e per la loro coerenza, diano copertura morale al centro sociale “Rivolta”, che è in prima linea, con Casarini, in questa sortita contro la polizia. Se gli aderenti dei centri sociali se la pigliassero contro i politici e gli amministratori responsabili delle decisioni sulla vita del Paese, non condividerei il metodo nel dissentire, ma capirei in qualche modo il loro comportamento.

Tanti benpensanti si chiedono il perché su problemi religiosi ed esistenziali molto più complessi, mentre non abbiamo ancora trovato risposta a questi “perché?” più modesti ed accessibili.

La nostra società spesso è terribilmente assurda, mentre con un po’ di onestà e di coerenza in più potremmo spazzare il campo dai motivi che fanno spuntare questi “perché”.

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