Sapersi fermare al momento giusto

Ho letto una notizia che mi ha fatto molto dispiacere e nello stesso tempo è stata per me un grave monito.

Il “Gazzettino”, con un articolo a tre colonne, ha annunciato che don Verzè, sommerso dai debiti, ha dovuto cedere.

Don Verzè è un prete ultranovantenne, nato in un piccolo paese del veronese, ma ha avuto la sua educazione, e poi ha svolto tutto il suo servizio di sacerdote, a Milano, realizzando un’opera veramente mastodontica: il San Raffaele, ospedale di eccellenza, istituto di ricerche sul cancro ed università. Questo complesso di carattere scientifico è certamente una struttura di livello europeo se non mondiale.

Don Verzè, sacerdote del quale almeno due volte ho scritto su “L’incontro”, esprimendo tutta la mia ammirazione, anche a livello sacerdotale è una persona libera, senza complessi, ricco di fede ma nello stesso tempo capace di filtrare la sua religiosità attraverso una coscienza critica.

Però il motivo della mia ammirazione nasce dal fatto che è riuscito a tradurre la sua fede in una carità concreta, espressa appunto dal San Raffaele, l’ospedale più all’avanguardia nella metropoli lombarda. A mio umile parere questo prete è un cristiano di eccellenza e credo che se i titoli ecclesiastici dovessero esprimere davvero il suo valore, dovrebbe essere un super cardinale. Purtroppo, pur essendo don Verzè un sacerdote capacissimo di dare un volto concreto alla sua carità, l’età – 91 anni suonati – l’ha tradito ed egli si è impegolato in un mare di debiti, per cui ha dovuto chiedere aiuto al Vaticano e farsi da parte.

Monsignor Vecchi mi diceva che quasi sempre i grandi realizzatori ad ogni livello non sanno fermarsi a tempo debito e finiscono spesso per rovinare ciò che di positivo avevano fatto precedentemente. Così è capitato a don Verzè.

Questa notizia è stata l’ultimo tassello per farmi decidere che ormai è giunta l’ora di farmi da parte. La mia opera è lillipuziana in rapporto a quella di don Verzè, però le regole della vita non cambiano.

Prima della fine dell’anno chiederò di passare la mano ad un prete della nuova generazione che creda che la fede senza l’amore è soltanto aria fritta.

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