Che gioia sentire ancora parlare in TV di Giorgio La Pira!

La televisione è piena di banalità, di chiacchiere, quando non trasmette violenze e meschinità. D’altronde non può essere che così, dovendo ogni emittente trasmettere qualcosa ventiquattr’ore su ventiquattro del giorno. Ogni emittente non usa poi solamente un canale, perché anche l’ultima arrivata, qual’è “Rete veneta”, trasmette contemporaneamente su tre, quattro, cinque canali, programmi diversi.

Fortunatamente tra tanta spazzatura talvolta, per caso, mi capita di scoprire qualche “perla” (non è facile, ma talvolta avviene). Una settimana fa accesi per caso il televisore e mi capitò di vedere il volto serafico di Giorgio La Pira, il sindaco santo di Firenze, il politico dalle parole pulite ed oneste, dai pensieri sublimi e dalle utopie più impossibili.

Un tempo ritenevo che La Pira, nel mondo della politica, fosse quasi un signore ingenuo e fuori tempo che cercava di accalappiare le farfalle multicolori col suo retino, un uomo con la testa sulle nuvole che rincorreva la Fata Morgana. Ora ho mutato radicalmente giudizio. Reputo La Pira uno dei politici più realisti che non solo il nostro Paese, ma pure il nostro mondo abbia avuto.

Qualche tempo fa è morta la fedele segretaria di La Pira e in quell’occasione un giornalista ha ripreso il discorso della “politica” di quest’uomo di Dio che viveva ospite in una celletta di un convento di Firenze, povero, mistico, sognatore, ma soprattutto uomo che credeva a Dio, si fidava di Lui ed impostava la sua azione di sindaco e di deputato sulla Parola saggia e sapiente del Signore.

Il reportage televisivo che mi capitò di vedere, riportava l’immagine di La Pira in occasione della sua visita in Vietnam da O ci min, in quel momento tragico in cui, prima la Francia e poi l’America, una volta ancora tentarono, fortunatamente invano, di schiacciare, con le bombe al napalm e con la potenza militare, l’anelito di un popolo ad essere artefice libero della propria storia.

La Francia e l’America ebbero la peggio, ma se queste potenze avessero ascoltato questo profeta disarmato che credeva che non solo ogni uomo ma ogni città ed ogni popolo avessero un proprio angelo custode a parlare alle loro coscienze ed indicare la strada dritta, quante atrocità e quante rovine avrebbero evitato.

Ogni giorno di più mi pare di capire che gli uomini apparentemente più ingenui e più sognatori, quali sono i santi, gli innamorati e i poeti, sono quelli che hanno ragione, che comprendono il senso del vivere, mentre i furbi, i realisti e i forti sono quelli che provocano le più grandi rovine.

Sono stato contento di aver reincontrato alla televisione questo profeta disarmato del nostro tempo.

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