Nozze d’argento nella “cattedrale fra i cipressi”

Ho celebrato le nozze d’argento di due miei giovani amici, durante la messa d’orario a cui partecipa la mia cara e bella comunità nella “cattedrale fra i cipressi” del camposanto.

Suor Teresa mi aveva accennato che queste due care persone intendevano chiedermi di celebrare il venticinquesimo di matrimonio. Le dissi che l’avrei fatto di buon grado.

La sposa la conosco fin da bambina, quando portava il fazzolettone scout, volevo bene ai suoi genitori ed avevo visto crescere in parrocchia i suoi due meravigliosi figlioli. Lo sposo poi è un ottimo professionista che vigila sulla produzione di potassio dell’unico mio vecchio rene che m’è rimasto dopo l’intervento dello scorso anno.

Già mi preparavo per la celebrazione nella bella ed intima cappella del “don Vecchi”. Sennonché qualche giorno fa me li vidi in chiesa ad annunciarmi che avrebbero voluto celebrare le loro nozze d’argento nella mia chiesa, assieme all’assemblea che ogni domenica la gremisce, per cogliere il battito del cuore di Dio, dei fratelli e degli amici in cielo. «Don Armando, abbiamo scelto una soluzione semplice, informale: qui abbiamo i nostri due papà e mia mamma – mi disse l’ancor giovane sposa – partecipiamo alla messa assieme alla comunità e poi faremo una visita alle tombe dei nostri morti. Vogliamo sentirci in famiglia, vicini ai nostri cari, come è avvenuto venticinque anni fa».

Come avrei potuto obiettare di fronte ad un discorso tanto umano, saggio ed anticonformista? L’eucaristia in cimitero è sempre tanto cara; sentiamo ogni domenica sempre più tra noi lo sguardo di Dio, la voce di Cristo e il respiro dei fratelli, tanto che ho la sensazione che questo appuntamento sia atteso con desiderio da tutti, infatti ogni domenica c’è qualcuno in più che si aggrega alla nostra cara comunità.

Questa domenica la presenza di questi due giovani amici, per le loro nozze d’argento, ha rotto un antico pregiudizio che tiene lontano tanta gente dai luoghi da cui sono partiti i propri cari per il cielo. D’ora in poi credo che nella nostra chiesa della Madonna della Consolazione potremo benissimo celebrare il fidanzamento, il matrimonio e tutti gli eventi belli ed amari della vita perché quando si avverte su di noi la paternità di Dio e l’affetto dei fratelli, quel luogo diventa il più propizio per ringraziare e lodare il Signore per quanto di bello ci ha donato.

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