Quanto apprezzo ora “il terribile quotidiano”!

Non è infrequente sentire della gente che si lagna per la monotonia del vivere. Per molti sembra che il tran tran quotidiano sia poco esaltante, anzi noioso ed insipido, sognando di trovare il gusto del vivere evadendo dalla quotidianità. Da questo stato d’animo è nato il detto assai diffuso che la vita di tutti i giorni può definirsi “il terribile quotidiano!”.

C’è qualcuno però che ha contestato e contesta questa affermazione, carica di tristezza e di desolazione, affermando che il quotidiano, vissuto con partecipazione, con intelligenza e con uno spirito di osservazione e di avventura, si può ritenere un qualcosa di veramente bello ed interessante.

Fino a due, tre settimane fa (il commento di don Armando risale a un paio di mesi fa, NdR) ero anch’io uno della schiera, piuttosto numerosa, che non riesce a trovare interesse alcuno di fronte alla ripetitività, alla monotonia del passare dei giorni facendo, pressappoco, sempre le stesse cose. Ora però mi sono decisamente convertito.

Qualche settimana fa, essendomi addormentato dopo cena, come sempre, davanti al televisore acceso, mi svegliai di colpo, forse per un rumore più forte della trasmissione; stordito, barcollai, finendo rannicchiato a terra tra il televisore e il termosifone. Una brutta botta. Non mi ruppi il femore, come capita tanto frequentemente tra i miei coinquilini del “don Vecchi”, ma mi fratturai due vertebre.

M’hanno ordinato un busto ortopedico che è veramente un supplizio. Mi sento ingabbiato come quando a Venezia si condannavano alla “cheba” i malfattori del tempo.

Da giorni e giorni sto ora rimpiangendo a calde lacrime “il terribile quotidiano” di un tempo. Era più bello e certamente più gradevole di quanto pensassi prima della rovinosa caduta.

Mi pare d’aver capito che devo vivere giorno per giorno, cogliendo il dolce e l’amaro, mangiando il “piatto della giornata”. La vita, anche quella più monotona, va vissuta con un po’ di entusiasmo e di responsabilità gustando quello che ci offre ogni giorno, perché è sempre nuova, interessante e bella. Per essere assolutamente convinti basta rompersi due semplici vertebre, per averne una controprova quanto mai convincente.

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