Soltanto un’utopia ci può salvare dallo sfacelo!

Oggi il tempo corre veloce, anzi velocissimo. Le mie riflessioni da manovale del pensiero, quando si materializzano sulla carta sono, per i ritmi della vita d’oggi, non dico vecchie, ma antiche.

Sto buttando giù questa pagina mentre la radio e la televisione stanno trasmettendo a spron battuto il risultato delle elezioni amministrative che hanno fatto emergere il parere di dodici milioni di italiani sulle vicende politiche del nostro Paese.

Da quel che capisco, mi pare che i nostri concittadini, che han votato in questi giorni, abbiano detto che sono stufi delle guasconate di Berlusconi il quale, nei riguardi delle riforme, assomiglia ad un’opera lirica in cui il tenore canta per dieci minuti “partiam, partiam”, ma rimanendo sempre immobile sul palcoscenico.

Purtroppo pare che non sia emersa nello stesso tempo un’alternativa forte e credibile.

Mi pare ancora, ma questo mi sembra triste e sadico, che un certo numero di italiani, e non pochi, si siano presi la magra libertà di votare per “il cavallo di Caligola”, ossia per quell’arruffapopoli, furbastro ed interessato di Beppe Grillo!

Sto assistendo poi, con amarezza, alle affermazioni di Casini che, a suo parere, è arrivato all’ambizioso risultato di poter fare l’ago della bilancia e con pochi voti finalmente poter condizionare le sorti della politica italiana.

Pure con tristezza assisto alla fittizia esultanza del PD di Bersani, che guida una ciurma indisciplinata e rissosa, tenuta assieme solo a prezzo di infiniti compromessi. Non è peggio di prima, perché pare che il peggio anteriore non fosse superabile.

Io? Non ho perso e non ho vinto, perché sono rimasto libero pensatore; mi tengo i miei sogni e i miei ideali, tentando di aggiungere ogni giorno un mattoncino per il mondo nuovo. Dalle elezioni ho rinforzato una mia conclusione, di cui sono ormai convinto da tempo: l’Italia ha bisogno di una rivoluzione morale di fondo in cui si riscoprano i veri valori della vita, si rimettano in luce le linee portanti per una società che miri a realizzare valori quali: onestà, sobrietà di vita, moralità, lavoro, famiglia, princìpi morali, e, perché no?, una riscoperta dei valori religiosi!

Questa è un’utopia, si, è un’utopia! Ma soltanto un’utopia ci può salvare dallo sfacelo.

Chissà che il buon Dio abbia pietà e ci mandi un san Francesco per questi tempi nuovi!

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