“…come se gli insulti e le lotte potessero produrre felicità e ricchezza.””

Ora sono fin troppo sedentario; i miei viaggi si riducono al tratto di srada da via dei trecento campi – che conta appena sei numeri civici – fino alla piazzetta dei cipressi, dove c’è l’ingresso del camposanto e i chioschi di fiori di Franco Varretto e al relativo ritorno al “don Vecchi”.

Un tempo però, per motivi d’ordine pastorale, facevo con il gruppo parrocchiale degli anziani almeno una gita al mese. Conservo dei ricordi molto belli di queste uscite che mi hanno fatto conoscere i luoghi più belli e i santuari più ricchi di pietà del nostro Veneto. Quanti ricordi cari, quante emozioni!

In questi mesi, quando perfino Napolitano parla della Patria e in particolare in queste ultime settimane in cui la televisione ci ha fatto vedere la grande sfilata degli alpini a Torino, con le marcette patriottiche e lo sventolare del tricolore (tanto che Torino sembrava una delle città della Svizzera, perennemente imbandierate) quasi per associazione di idee, mi sono ritornate alla memoria due forti emozioni che ho provato in questo girovagare curioso nella nostra bella terra.

Un giorno sono andato sul Grappa a visitare il grande monumento che, a sud, custodisce un’infinità di loculi con i resti dei combattenti italiani della grande guerra e, a nord, altrettanti austro-ungarici. Ed un altro giorno a Redipuglia, ove ho celebrato messa con i miei vecchi in quell’enorme mausoleo di marmo immerso nell’immensa collina verde sui cui prati spuntano sassi bianchi ed arbusti rosso sangue.

Sia sul Grappa che a Redipuglia ho pensato a quanto sarebbe stato più bello e più giusto che quei giovani combattenti di due popoli, diversi ma vicini, invece di uccidersi reciprocamente, senza un motivo, avessero giocato assieme “una partita al tesoro” Non ci sarebbero state tante lacrime e tante rovine.

Questi ricordi mi fanno sognare che se al Parlamento quel migliaio di persone ben pagate, invece di insultarsi a vicenda, di mettersi i bastoni tra le ruote impedendosi reciprocamente di cercare il bene del Paese, giocassero nello stadio romano delle “amichevoli a calcio”, quanto sarebbe più bello, edificante e giovevole per il Paese!

Temo però che i miei rimarranno sogni e che i partiti continueranno a dare cattiva immagine di sé e scandalo alla gente, che i sindacati e gli industriali continueranno a litigare come se gli insulti e le lotte potessero produrre felicità e ricchezza.

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