Giovani, Chiesa e precetti

Occupandomi de “L’incontro”, capisco il meccanismo con cui nascono e si formano i periodici minori del circuito religioso. I responsabili di questi periodici si leggono a vicenda e quando “si scopre” un argomento reputato interessante, non dico che ci si copia, ma comunque, giustamente, si rilancia quell’argomento sul proprio bacino d’utenti.

Ultimamente mi è capitato di leggere, ora su uno ora su un altro periodico della stampa di ispirazione religiosa, dei commenti su un’inchiesta, che dicono sia stata condotta con serietà ed in maniera scientifica da un sociologo di fama in questo settore. Si tratta di Alessandro Castegnaro al quale qualche anno fa il nostro Patriarca ha commissionato una inchiesta sui praticanti al precetto festivo nella nostra diocesi.

Il Patriarca volle iniziare la sua visita pastorale, che ora sta concludendo, avendo a disposizione alcuni dati obiettivi e non solo l’impressione che la folla che ogni prete, forse con grande sforzo, tenta di raccogliere in occasione della visita del vescovo.

Credo che la scelta del nostro cardinale sia stata saggia, perché mentre dall’inchiesta è risultato che certe parrocchie non superavano il 10-12 per cento di praticanti, a leggere i commenti di “Gente Veneta” è sembrato che il Patriarca sia passato di trionfo in trionfo e che le parrocchie della diocesi siano una più bella dell’altra.

Il recente sondaggio, al quale la stampa locale, e non solo, ha dato tanta pubblicità, verteva sulla religiosità dei giovani. L’analisi risulta complessa ed articolata, ma il dato che mi ha colpito è che le nuove generazioni, che risultano logicamente più influenzate dal secolarismo e dall’indifferenza religiosa, non rifiutano in modo pregiudiziale il fatto religioso, ma contestano decisamente tutta l’impalcatura precettistica mediante cui oggi è espresso. In una parola i giovani ricercano dalla religione più valori e meno precetti. Mentre in realtà attualmente la Chiesa veneta è ancora condizionata da tutta una architettura di pratiche che sopravvivono, magari malconce, e che sono ormai aride ed ininfluenti sulla vita.

Credo che queste conclusioni ci debbano far pensare e, almeno per quanto mi riguarda, sono più che deciso a tenerne conto.

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