Cesarino Gardellin, un uomo che merita la stima di tutti!

Qualche giorno fa ho ricevuto una telefonata di un mio vecchio amico che mi ricordava che era tempo di cominciare a darsi da fare per ottenere il cinque per mille.

La voce di Cesarino era affannata e discontinua; purtroppo uno dei morbi, oggi tanto diffusi, ha fiaccato la forte tempra di questo combattente indomito su tutti i fronti. Però, pur attraverso quella povera voce incerta e stonata, m’è giunto il messaggio di un uomo che “ha dato tutto di sé” per gli altri e continua a farlo come gli è ancora possibile.

Cesarino è stato un bell’uomo, ricco di fascino e di una sottile ironia – o forse sarebbe meglio definirlo “humour” – per cui rendeva interessante ogni suo intervento. Parlava bene e scriveva ancor meglio. I libri sulla “sua guerra”, gli articoli sulla stampa cittadina e soprattutto sui periodici della nostra parrocchia, erano sempre brillanti, soffusi di sentimento e pieni di battute frizzanti, per cui si lasciava leggere con vero gusto.

Ma il capolavoro di Cesarino è stato il suo impegno per creare la cultura della donazione degli organi. Egli ha condotto avanti questa campagna assieme al professor Rama, al dottor Zambon, ad una schiera numerosissima di collaboratori ed aderenti che si lasciavano trascinare dall’entusiasmo e dalla generosità di questo concittadino sempre schierato a favore del prossimo.

Le iniziative di questo apripista della donazione sono state infinite e sempre positive: conferenze nelle scuole, la giornata del donatore, le targhe da apporre sulle tombe dei donatori, convegni, articoli e dibattiti, il periodico stampato in venti-trentamila copie.

Ora uno va in ospedale e riceve il trapianto della cornea come sia la cosa più scontata e tranquilla, ma pochi sanno quanto sia costata un tempo, in lotte e sacrifici, la legge che la supporta.

Cesarino è ora quasi invalido, non esce più di casa, non scrive, parla poco e male, comunque è rimasto un combattente indomito, tanto da ricordare al suo vecchio parroco, acciaccato pure lui, di non perdere l’occasione del cinque per mille.

Cesarino Gardellin non merita una rotonda o una strada a suo nome, ma l’ammirazione, la stima e l’affetto dell’intera città.

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