Una bella verità da ricordare sempre

La ditta di pompe funebri “Busolin”, condotta da due giovani e cari amici, qualche anno fa mi ha commissionato una riflessione sull’evento della morte.

Fui felice di collaborare, a motivo della mia stima e della mia riconoscenza, ma anche perché il mio apporto mi dava modo di dare una lettura religiosa a questo triste evento.

Mi accadde però un guaio di impostazione, in quanto avevo capito che mi si chiedesse qualche indicazione di ordine pratico circa questo evento, mentre questi due giovani titolari dell’impresa di pompe funebri avevano pensato ad un volume contenente una ricerca da parte di una psicologa ed un’altra da parte di un sacerdote a livello religioso.

Quando mi si mostrò il contributo della psicologa, dottoressa Gardenale – uno studio ben fatto – compresi che la mia impostazione era sbilanciata perché povera e limitata ad aspetti solamente pratici. Tentai di rimediare offrendo una antologia di immagini, come tessere, di forma e di colore diverso, quale mosaico che raffigurasse una lettura positiva del triste evento, illuminato dalla fede.

Il mio discorso si presenta quindi nel volumetto, non come un approfondimento teologico, dotto e specifico, ma con una serie di immagini semplici e soprattutto facilmente leggibili a livello popolare. Non passerò alla storia come un teologo insigne, ma mi accontento di essere accettato come un modesto catechista che spera di farsi ascoltare.

Il volume ha avuto e continua ad avere un insperato successo, tanto che se ne sono stampate e diffuse quindici-ventimila copie e continua ad essere richiesto.

Qualche giorno fa pensai che se mi fosse possibile oggi aggiungerei un’altra bella tessera al mosaico sulla vita nuova. L’immagine mi è stata offerta da un film trasmesso in occasione della morte recente del famoso attore Paul Newman. Il protagonista del film interpretato da questo attore, racconta la storia amara di un ragazzo sbandato della periferia di una metropoli americana che trova la “salvezza” nel pugilato. Dopo alterne vicende il protagonista affronta un match dalla cui riuscita è in gioco la sua vita e quella della sua famiglia. Vince con immensa fatica e, prima di annunciare la vittoria a casa, guarda il cielo stellato e pronuncia la frase che offre la chiave di lettura di tutto il suo dramma: «Lassù qualcuno mi ama!» Quando cito questo pensiero durante il sermone dei funerali, avverto che i miei fedeli sono quasi sollevati e rincuorati da questa bella verità.

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