Dobbiamo avere Fede, anche per la soluzione dei problemi di questa nostra povera Italia!

Sono veramente desolato quando al mattino, prima di iniziare il mio ministero sacerdotale, do una veloce scorsa al “Gazzettino”.

Un premier che assomiglia un po’ a Nerone, che mentre Roma brucia si esibisce a cantare, a raccontare barzellette e a passare la notte con donne frivole, compiacenti per denaro, e di cattivi costumi!

L’opposizione che, pur eletta e pagata profumatamente per operare per il bene del Paese, pur divisa e con contrasti “interni”, è unita solamente nel rovesciare l’avversario per potersi sedere sulla stessa sedia, e non tenta un accordo serio; i mass-media che fanno a gara per mettere in mostra le vergogne del Paese e la magistratura che confessa pubblicamente d’avere un arretrato di quasi dieci milioni di cause, spendacchia soldi a non finire ed impegna il suo tempo per spiare la vita privata di Berlusconi che, manifestamente, non le è simpatico, per denunciare le debolezze, pur deprecabilissime, trascurando di rendere giustizia a chi legittimamente attende invano da anni.

Stamattina, mentre leggevo il brano del Vangelo che riguarda la tempesta che nel lago sbatacchia paurosamente la barca dei discepoli, mentre Gesù dorme, mi veniva da protestare perfino col buon Dio che pare se ne stia in disparte tacendo, mentre la barca d’Italia sta miseramente affondando.

M’è venuto spontaneo ripetere la supplica desolata dei discepoli spaventati e preoccupati per il possibile naufragio: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Ma subito mi è giunta la risposta: «Perché avete paura, non avete ancora fede?». Mi veniva da ribattere: «Non riesco proprio a leggere positivamente questa misera, tragica realtà!» Poi ho capito che era meglio, o forse non mi era possibile far altro che fidarmi, nella speranza che Cristo metta fine a questo dramma che non riusciamo a risolvere da soli.

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