Il rapporto dei cristiani metodisti con il mondo d’oggi

Io non dedico, in maniera formale, molto tempo alla meditazione, pur confessando che da mane a sera e talvolta pure in maniera tormentata, non faccio altro che rimuginare le problematiche di ordine religioso.

Al mattino, dopo la recita faticosa del breviario, medito su un passo della Bibbia, attualizzato da cristiani appartenenti ad ogni continente, che si riconoscono nella confessione cristiana della Chiesa metodista.

La paginetta dell’opuscolo bimestrale è scritta da cristiani comuni, uomini e donne di tutti i ceti e di tutte le età, i quali coniugano con semplicità le situazioni concrete in cui vivono con la Parola del Signore e si lasciano illuminare e condurre da essa. Solitamente si tratta di riflessioni elementari, ingenue, di interpretazioni letterali della Parola del Signore. Quindi niente di teologicamente macchinoso, complicato e sublime, ma confidenza di gente che si lascia guidare per mano dalle parole della Scrittura.

Talvolta si tratta di riflessioni toccanti ed originali, talaltra invece di applicazioni un po’ posticce e di carattere emozionale. Sempre però, anche se non condivido il modo letterale di interpretare i singoli passaggi della Bibbia, traducendoli in una linea di condotta o in una lettura degli eventi, sempre mi edifica e mi commuove il fatto che questa gente mostri di fidarsi totalmente nel buon Dio e di lasciarsi condurre per mano da lui.

Da queste letture ho sempre l’impressione di una Chiesa con una fede viva e fresca, però che mantiene la sensibilità e il modo di vivere la religiosità propria di qualche secolo fa e che non s’è sufficientemente preoccupata di dialogare con la cultura e la sensibilità della società contemporanea. Ho l’impressione di comunità cristiane avulse dal nostro mondo.

Uno dei tanti problemi della fede, che pare non compreso e meno ancora risolto, è che l’amore e il pensiero del Signore può vivere ed essere significativo ed efficace solamente quando rivela e si manifesta mediante il cuore e il pensiero dell’uomo del 2011 e non quello dei secoli scorsi, quando è avvenuta la riforma. Noi cattolici abbiamo tanti problemi aperti, ma mi pare che i cristiani delle varie Chiese dallo scisma ne abbiano più ancora.

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