Chiedo allo Stato un po’ di serietà!

La radio l’ascolto dalle 5.30 alle 6.30 del mattino. Riesco a cogliere dal giornale radio le notizie della notte, prima delle 6, e quelle del giorno, dopo le 6, una rassegna dei titoli della stampa, qualche canzonetta e qualche brano musicale che mi irritano alquanto, e poi la rubrichetta “Jupiter e le sue stelle”, l’oroscopo della giornata.

La radio deve intrattenere per 24 ore e in 24 ore le chiacchiere sono pressoché infinite e tra le maglie delle chiacchiere passano un’infinità di banalità. Io conosco la radio, nell’ora che le dedico all’ascolto, certamente non in maniera esclusiva, perché contemporaneamente mi lavo, mi vesto, rifaccio il letto e intanto scorrono appunto le banalità di quell’ora in cui brilla sovrano “Jupiter e le sue stelle” che termina con l’augurio in linea con l’oroscopo: “Buona energia!”

Chi non è mattiniero non perde granché non potendo ascoltare questa rubrichetta, che per fortuna è molto breve, ma che “qualifica” la Rai. I soloni stigmatizzano la nostra società fatua, priva di valori, però quasi mai esigono dallo Stato, non dico delle scelte d’origine morale o confessionale, ma una proposta di vita sana, costruttiva e ricca di valori. E’ vero che una certa frangia della nostra società è feticista, ha il culto morboso dell’esotico e del magico e perciò certe rubriche fanno audience; questa logica però lasciamola semmai a Berlusconi e le sue reti televisive che devono far business. Lo Stato invece deve educare, laicamente, nel senso più ricco di una sana laicità che perlomeno abbia come punto di riferimento la costituzione.

Non credo che come credente e cristiano domandi troppo e la mia richiesta possa essere considerata confessionale. Tutti pare siano preoccupati che le nuove generazioni siano educate ad un senso civico, alla solidarietà, al rispetto delle leggi, però se continuiamo a scegliere uomini di governo che da un punto di vista morale fanno acqua da tutte le parti, se permettiamo che la magistratura perda di giorno in giorno sempre più credibilità, se poi usiamo i principali strumenti pubblici di educazione civica, quali sono la televisione e la radio di Stato per stupidaggini del genere, come possiamo aspettarci generazioni sane e costruttive?

Il vecchio proverbio saggiamente predicava “chi semina vento raccoglie tempesta”. Ora poi non so che cosa possiamo aspettarci se anche chi tiene la barra della nave semina banalità e sciocchezze quali “Jupiter e le sue stelle”.

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