Stampa minore cattolica (e non solo) K.O.

A cominciare da “Gente Veneta”, il periodico del nostro patriarcato, a tutti i periodici minori, ossia di tiratura limitata o di diffuione locale, fino alle riviste o giornali espressi dalla base e non controllati dalle grandi lobbies nazionali o internazionali, tutti hanno ricevuto con l’ultima finanziaria una mazzata mortale.

Fino a quella data, infatti, quei periodici godevano di agevolazioni postali per l’invio agli abbonati e gran parte dei lettori li ricevevano in abbonamento postale. Avendo tolto queste agevolazioni, che venivano erogate per facilitare la circolazione delle idee e il confronto fra varie matrici culturali ed interessi diversi, quei giornali si trovano ora a sostenere delle spese di spedizione enormemente superiori.

Il mondo cattolico, che è sempre stato fragile nel settore della stampa e dei mass-media, rimane il più colpito da questo provvedimento che mette letteralmente in ginocchio quella miriade di testate minori, ma capaci di offrire contributi ideali seri, non solamente ai destinatari, ma a tutta la collettività. I direttori di questi periodici si sono dati immediatamente da fare per evitare la chiusura ma, non avendo più “santi” nel mondo politico che conta, a cui rivolgersi, si trovano indifesi e smarriti.

La vecchia Democrazia Cristiana avrà avuto mille pecche e debolezze, però, tutto sommato, si faceva carico delle istanze dei cattolici. Attualmente in Forza Italia c’è una presenza notevole di vecchi socialisti, di liberali che, per nascita, sono sempre stati laici e spesso anticlericali e poco sensibili ai valori religiosi. Nel Partito Democratico poi, la cultura dominante e la classe dominante sono rimaste quelle comuniste, che hanno ricevuto l’educazione politica alle Botteghe oscure, e che pare abbiano ancora nostalgia del “compagno” di bandiera rossa e del saluto col pugno chiuso, nonostante la presenza dei convertiti Franceschini e Bindi, che sembrano ben poco preoccupati del pensiero dei cattolici.

Rimane Casini a pretendere di rappresentare il nostro mondo, senza però averne i numeri, la coerenza; chiacchiera, ma pare che nessuno l’ascolti. Poveri cattolici in politica!

“L’incontro”, per fortuna, rimane del tutto immune da questo dramma; la sua debolezza è diventata la sua forza: i canali di distribuzione, che rimangono in parte sconosciuti perfino alla sua direzione, funzionano in maniera misteriosa ma, fortunatamente, efficace.

“La c’è, la Provvidenza!”, direbbe Renzo Tramaglino dei “Promessi Sposi”.

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