Stampa di oggi e d’ieri

Che Mussolini non sia stato un santo, ormai lo sanno tutti, anche i fascisti più convinti, perché emerge ogni giorno di più, dalla storia e dalla cronaca, ch’egli fu un socialista transfuga dal suo partito, mangiapreti come la gente del suo paese e del suo tempo, per nulla liberale e democratico. Poi si montò talmente la testa da volere a tutti i costi l’impero, tentando di diventare il Giulio Cesare dei nostri tempi nei riguardi dell’Europa. Fallì totalmente e finì in maniera meschina, trucidato da figuri tristi come lui o peggio di lui. Proprio in quest’ultimo tempo ho assistito ad un programma di Rai3 che ha ricostruito con una documentazione seria la meteora del fascismo e la fine tragica del Duce.

Dal punto di vista poi della morale personale, fu peggio che peggio. Mi fa tristezza solamente il pensiero che egli confinò in manicomio la donna che gli diede il figlio e che egli ebbe la spudoratezza di non riconoscere, e dei suoi rapporti quanto mai disinvolti con le donne – perché la Petacci fu l’ultima solamente perchè la pallottola del mitra dei partigiani non gli permise di andare oltre.

Io sono stato balilla, ho fatto la guardia col moschetto giocattolo al monumento dei caduti, e probabilmente avrei fatto una certa carriera se l’appartenenza al gruppo dei chierichetti della parrocchia non mi avesse impedito di partecipare alle adunate del sabato fascista.

Detto questo, credo però che anche Mussolini ebbe qualche merito, tanto che spero che, in considerazione di questo, il buon Dio gli abbia concesso un posto in Cielo.

Non sono in grado di illustrare gli aspetti positivi della vita del Duce, perché purtroppo non ho studiato sufficientemente la storia, però voglio accennare a due meriti – e non penso siano i soli – che dovrebbero meritargli la stima e l’ammirazione dei nostri politici.

Il primo fu quello di non permettere alla stampa di abbuffarsi di delitti e di suicidi. Pur essendo amico dei giornalisti e bazzicando anch’io in quel mondo, credo che il favorire la morbosità del sangue sia un qualcosa che non ha niente a che fare con la libertà di stampa. Se si va avanti di questo passo, la stampa diventa la peggior istigatrice dei delitti più orripilanti, compiuti dalle persone fragili di mente.

Il secondo fu quello di far di tutto perché emergesse l’aspetto più positivo della vita sociale e politica. La magistratura sbatta pure in gattabuia i faccendieri, i politici corrotti o chi tresca con l’illegalità, ma non se ne faccia un romanzo distruttore ogni volta che capita un fenomeno del genere, cosa purtroppo frequente.

Povero Duce! Anche se ha fallito, riconosciamogli almeno quel po’ di bene che ha fatto! Togliatti ha detto che i partigiani hanno l’unica colpa di essere stati troppo buoni con i fascisti, io però non la penso così.

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