L’essere cristiani non è solo questione di termini!

Mi accorgo sempre di più che il nostro linguaggio è estremamente grossolano e poco specifico, e pure i termini che usiamo sono quanto mai equivoci ed illusori. Motivo per cui dietro ad un certo termine religioso puoi trovare tutto e l’opposto di tutto.

Qualche tempo fa citavo Pittigrilli, che afferma che certe parole fascinose sono come dei paraventi dietro i quali si nasconde la banalità e perfino il marciume. Ma nello specifico della religione esiste lo stesso fenomeno; ad esempio, i termini “religioso, cristiano, cattolico, praticante, cristiano impegnato” sono terribilmente equivoci, sono dei comuni denominatori che hanno quasi nulla del comune e invece tanto del diverso.

È, o almeno dovrebbe essere, evidente, che questa disquisizione lessicale, non è puramente teorica, ma esprime la copertura di situazioni concrete che provocano nel mio animo stupore, sdegno, ribellione, perché certe mistificazioni sono amare.

Ho incontrato nel passato una persona aderente al movimento dei focolari, che non esprimeva un pensiero, un discorso, una preghiera, se non la condiva mille volte con la salsa dolciastra e stomachevole della parola “amore”. Conoscendo poi il comportamento di questa persona nella sua vita di relazione, era chiaro che non avrebbe mai mosso neppure il dito mignolo della mano sinistra per aiutare il suo prossimo. Contemporaneamente avevo incontrato una di quelle persone che nel nostro ambiente ecclesiastico chiamiamo “lontano”; non so se fosse credente o meno, comunque non era assolutamente praticante, so che alla richiesta di un piacere, il sì è giunto immediato, continuativo nel tempo, tanto da sembrare che il piacere glielo avessi fatto io e non lui.

Sarei tentato di richiamare ancora una volta sant’Agostino col suo “ci sono uomini che Dio possiede e la Chiesa non possiede, ed altri che la Chiesa possiede, ma che Dio non riconosce come suoi discepoli”.

Purtroppo ci sono persone più papiste del Papa, che hanno la bocca impastata di terminhi pseudoreligiosi, ma che sono settari, egoisti, menefreghisti nei riguardi di quelli che non sono “dei loro”.

Sarà ormai un ventennio che sono quanto mai scettico su distintivi, confraternite, registri, gruppi impegnati di ogni specie; ed invece sono quanto mai interessato ad altri elementi qualificanti quali l’onestà, l’autenticità, la generosità, il coraggio, la solidarietà, la libertà di giudizio ed altri ancora. Talvolta questo mi provoca incomprensioni e rifiuti, ma mi ci trovo bene e sono contento nonostante tutto.

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