Portare a Mestre “odor di Vangelo”

Dal 1956 vivo a Mestre e da quell’anno ho preso la parola infinite volte durante le eucaristie domenicali, e non solo una volta alla settimana ho parlato ad un numero veramente grande di matrimoni e di funerali, ho scritto per “Il Gazzettino”, per “Gente Veneta”, su “L’Anziano”, su “Lettera aperta”, su “Carpinetum”, su “L’Incontro”, su “Coraggio”; tantissime volte sono stato intervistato da varie televisioni, motivo per cui a Mestre sono veramente tanti i concittadini che mi conoscono e che mi salutano, soprattutto in occasione del diario settimanale.

Questa conoscenza poi non si limita ad una immagine, ma ha permesso ai mestrini di conoscere i miei pensieri, i miei progetti, le mie prese di posizione. Tutto questo mi fa tanto piacere, da un lato perché reputo veramente una fortuna ed una grazia vivere in un mondo di amici, e dall’altro lato perché ho imparato dagli scout che la persona in se stessa costituisce la migliore e la più efficace proposta ed il messaggio più convincente.

Mi auguro e spero quindi che il mio nome e la mia immagine costituisca una seppur sbiadita immagine, o un capitolo dell’Evangelo di Cristo, per i miei concittadini.

Mi sento insomma confortato e rassicurato, nonostante io sia una persona un po’ introversa, di poter compiere in qualche modo quell’opera di evangelizzazione che è lo scopo della mia vita.

San Paolo affermava con orgoglio: «Io non ho nulla da proporvi se non Gesù Cristo crocifisso». Io non ho certamente l’ambizione di esser capace di un annuncio così autorevole ed efficace qual’ è stato quello dell’apostolo delle genti. Sarei già contento se la mia persona e la mia parola portassero a Mestre “odore di Vangelo”.

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