“Noi preti dobbiamo essere testimoni della tenerezza di Dio!”

Qualche settimana fa è morto don Zega, il sacerdote della congregazione di don Alberione, fondatore dei Paolini. Don Alberione fu il sacerdote che intuì, in maniera lucida e intelligente, il ruolo decisivo che i mass-media avrebbero svolto nella società attuale. In relazione a questa intuizione don Alberione ebbe la forza e la capacità di dar vita ad un movimento di persone e di strutture veramente imponente. Sono numerose le “famiglie religiose” fatte nascere da don Alberione, più numerose le testate giornalistiche, tanto da arrivare perfino alle produzioni cinematografiche. Ma fra le testate più famose e più diffuse tra quelle promosse dai Padri Paolini, la più nota è certamente il settimanale “Famiglia Cristiana”, periodico che fino a qualche anno fa aveva una delle tirature più alte in assoluto nel mondo della stampa del nostro Paese. Don Zega fu per alcuni anni il direttore di “Famiglia Cristiana” ed ultimamente curava invece l’importantissima rubrica “Colloqui con i lettori”.

Don Zega fu uomo e sacerdote intelligente, libero, ricco di una religiosità autentica ed attuale. “Famiglia Cristiana” in quest’ultimo mese ha dedicato parecchi articoli alla testimonianza pregnante di questo sacerdote che si è fatto messaggero del sacro mediante i mezzi di comunicazione sociale.

Sono stato particolarmente colpito da una frase pronunciata da don Zega nella chiesa del suo paese natìo in occasione della celebrazione del suo cinquantesimo di sacerdozio: «Noi preti dobbiamo essere testimoni della tenerezza di Dio!» Che obiettivo meraviglioso! Che proposta alta e comprensibile per tutti!

Sono ormai molti anni che ho cominciato ad essere disaffezionato del Dio ufficiale, ossia da quello teologico e da quello dei preti, dal Dio incomprensibile, rigido e geloso. Mi sono ormai innamorato del Dio della parabola del Figliol Prodigo ed ascolto tanto volentieri gli uomini che parlano e credono, comunque, nella tenerezza di Dio!

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