A proposito del Catecumenato

Ho letto recentemente su “Gente Veneta”, il settimanale della diocesi veneziana, un articolo di cronaca in cui si annuncia che in due parrocchie della diocesi si sta procedendo ad una sperimentazione per quanto riguarda la prima comunione dei ragazzi. Da quanto ho compreso questa sperimentazione si rifà alla dottrina e alla prassi del movimento neocatecumenale.

Premetto, a scanso di equivoci, che io guardo con rispetto ed ammirazione questo singolare modo di approfondire e di vivere la vita religiosa rifacendosi alla prassi della Chiesa primitiva. Riconosco i meriti e i successi di questo movimento ecclesiale, che oggi va per la maggiore e sta ottenendo tante adesioni e ribadisco ancora che riconosco per questo “cammino” la libertà di vivere la fede e la proposta cristiana secondo le intuizioni e le regole dettate dal fondatore e dagli attuali responsabili, ma confesso altresì che non condivido di esso quasi nulla, anzi ritengo che molti aspetti diano una visione angusta, interista e sorpassata della fede e testimoni una vita ecclesiale da ghetto, per nulla aperta al respiro e alla cultura della nostra società.

Col mio spirito libertario, che ha bisogno di vasti orizzonti che permettano di cogliere la luce di Dio ovunque e in ogni creatura, ritengo più negativa che positiva questa esperienza ecclesiale. A parte tutto questo, la scelta di far fare la comunione in terza media ai ragazzi, credo sia l’esatto opposto di ogni dettato della psicologia e della pedagogia e che sia una scelta che non ha alcun supporto teologico e pastorale.

Finito di leggere l’articolo suddetto, ho pensato che esso fosse il colpo al cuore al messaggio del nostro vecchio Papa veneto Pio X. Per una vita l’intera cristianità e tutto l’apparato pastorale e di catechismo ha inneggiato alla saggezza del Papa che aveva avvicinato gli innocenti all’ Eucaristia, mentre ora, per motivi a me incomprensibili, e di pensiero di riflesso, si ritorna al passato. Poveri Papi di oggi e di ieri: sono smentiti anche dopo morti, altro che infallibilità pontificia!

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