Quando la semente trova il terreno buono…

Da tanto tempo raccolgo, tra le letture che vado facendo, passi, preghiere e riflessioni che contengono pensieri molto pregnanti e scritti in maniera incisiva tanto da creare un impatto di pensiero e di emozioni a chi gli capita di leggerli.

Dieci anni fa ho pubblicato un volume in occasione dell’anno santo “Il duemila con Dio”. Nel testo ho riportato per ogni giorno uno di questi pezzi di pensiero espressi con parole ricche di poesia e di impatto.

Ora da un paio di anni raccolgo questi messaggi forti per l’opuscolo mensile che andiamo pubblicando con l’editrice de “L’incontro” grazie ad un gruppetto di meravigliosi collaboratori.

Mi spiace che per carenza di mezzi e di una rete distributiva riusciamo a pubblicare un numero limitato di copie, ma spero che già la ricerca e la pubblicazione possano essere una semente che trova un terreno buono e renda il trenta, sessanta e magari il novanta per cento.

A questo proposito ricordo un pezzo che aveva come titolo “La preghiera del pagliaccio”. Questo povero diavolo, che non avendo cultura e formazione religiosa, diceva: “Signore, io non ti so pregare, sono umile e povero so solamente giocare con le palline, un gioco di destrezza!” Così alla sera pregava il buon Dio facendo rimbalzare le palline colorate verso il cielo e le raccoglieva con abilità. Qualche settimana fa il mio pensiero è ritornato alla preghiera del giocoliere, avendomi donato un marmista la pila dell’acqua santa e il bellissimo tabernacolo.

Più di trent’anni fa sposai una coppia di ragazzi, a quanto mi ricordo non mi sono sembrati molto devoti e troppo propensi a fare il corso per fidanzati. Poi come sempre li persi di vista. Essi sono riemersi dalle nebbie di un lontano passato, in occasione della nuova chiesa del cimitero per regalarmi la pila dell’acqua santa e il tabernacolo. Lui fa il marmista, lei la segretaria dell’azienda. Hanno però fatto il tutto con tale entusiasmo e tale tenerezza che credo che neppure un Te Deum da pontificale possa eguagliare la consistenza dell’opera che hanno regalato per la chiesa e il cuore con cui l’hanno fatto!

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