Il peso del comando

Quando mi capita di scoprire sui giornali o riviste qualche bel pezzo incisivo che mette a fuoco un problema, taglio il giornale per inserire o su “L’incontro” o sul mensile “Il sole sul nuovo mondo” questi pezzi, nella speranza che possano far riflettere i lettori, come fanno riflettere anche me. Spesso però non riesco più a reperirli nell’ormai vasto archivio di volumi che raccolgono lavoro e fatica di anni.

Ricordo di aver letto e messo via due pezzi veramente significativi sulla figura e il compito del “capo”. L’uno aveva un taglio piuttosto ironico in cui si smitizzava quel tipo di capi che finiscono per diventare dittatori e già da vivi si costruiscono, almeno a livello ideale, monumenti in pose eroiche come persone che sfidano il destino, conducono sicuri verso “il sole dell’avvenire” la gente loro sottomessa. A questo proposito il grande comico Chaplin ha dato volto a Hitler in un film che credo rimarrà un capolavoro nel mondo della cinematografia.

L’altro pezzo invece descriveva in maniera seria, o meglio ancora sapiente, i requisiti e le qualità che debbono guidare l’azione di chi ha responsabilità sociali.

Credo che una frase che il Cardinale Roncalli ripeteva di frequente ne traduca lo spirito: “Miles pro duce et dux pro victoria” Il dipendente deve seguire il capo e il capo deve impegnarsi per raggiungere il risultato positivo.

In questo ultimo tempo ci sono ritornato in maniera un po’ tormentata su questo argomento, dovendo prendere delle decisioni che credo doverose per il buon andamento delle realtà delle quali mi occupo, ma che so in partenza che non saranno capite, condivise e che susciteranno certamente reazioni e giudizi amari nei miei riguardi. Quanto sarebbe più facile lasciare che le cose vadano per il loro verso, nella speranza che si risolvano da sole, pur sapendo che non avverrà mai nulla di positivo!

Fare i capi, nel senso cristiano del servizio, è sempre stato difficile, farlo ora, in cui quasi nessuno lo fa in maniera disinteressata, è più difficile ancora, farlo da vecchi è pressoché impossibile, però finché uno detiene la responsabilità della guida credo che lo debba fare!

Io credo che stia ancora pagando il prezzo del comando di quando ero giovane parroco, ora temo di contrarre altri debiti nei riguardi della simpatia a buon mercato!

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