Quante occasioni avrò perso?

Papa Giovanni ripeteva soventemente “i novissimi”, termine che oggi per la totalità dei cristiani, rimane misterioso, ma che nella tradizione cristiana indica le ultime cose che capitano a qualsiasi uomo: la morte, il giudizio, l’inferno e il paradiso.

Io, per il mestiere che faccio, l’ambiente che frequento, l’età avanzata che ho ed infine per la memoria di questo santo e saggio Pontefice, penso spesso a queste cose.

Pensando poi di frequente alle ultime realtà mi viene di essere più attento del poco tempo di vita che mi separa da questi eventi così impegnativi.

Da quando, per motivi di calendario e per motivi di fragilità fisica, ho preso coscienza della mia vecchiaia, sono portato a centellinare il tempo e a stare ben attento a come investo quel poco che mi resta. Tutto questo non mi porta nè tristezza nè angoscia, ma mi spinge ad essere parsimonioso e a non buttar via per nulla occasioni e possibilità.

Ad aggravare questa consapevolezza, a non sprecare tempo e a non perdere occasioni propizie, si è aggiunta una storiella che ho letto in uno dei tanti libri del missionario Antony De Mello.

Questo missionario è vissuto una vita nell’estremo oriente e da persona attenta ed intelligente ha fatto sua la cultura e la tradizione di quei popoli antichi e saggi. Racconta aneddoti e storielle, che di primo acchito sembrano candide ed ingenue, ma che in realtà contengono messaggi quanto mai sapienti.

Ecco la storiella che mi rende attento e parsimonioso nei miei attuali investimenti esistenziali.

Un povero paria va a pescare sul Gange. Butta l’esca nella speranza che il pesce abbocchi, ma la giornata sembrava una giornata no, il pesce non abbocca. Per far passare il tempo e la noia prende un sassolino dalla superficie che gli sta accanto, lo butta nel fiume e comincia ad osservare i cerchi concentrici che s’allargano provocati dall’impatto del sasso con l’acqua. Ne butta un secondo e finisce per prendere gusto a questo passatempo. Se non che ad certo momento mentre stava per lanciare un altro sasso, s’accorge di uno strano luccichio. Per farla breve, in realtà, il sassolino era una perla preziosa. Aveva buttato nel fiume un piccolo o grande tesoro!

Ora ho paura, veramente paura d’aver buttato via delle occasioni e delle opportunità veramente preziose durante i miei 80 anni di vita.

Prima di impegnare, non dico un giorno, ma qualche minuto o qualche incontro, ci penso mille volte. Non so se sono diventato avaro, ma certamente più attento ai miei investimenti sì, dato che l’impatto con le ultime realtà è certamente molto vicino!

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