Un’Europa a volte infame e ingiusta!

La nuova chiesa prefabbricata, allestita a tamburo battente, perché fosse pronta prima dell’inizio dell’inverno, proviene dalla Romania.

La ragione dell’acquisto da un paese così lontano, suppongo sia duplice: il costo minore ed in secondo luogo la disponibilità a fornire in pochissimo tempo il prodotto.

Sembra che gli elementi per il montaggio siano stati preparati in circa un mese e l’assemblaggio in circa tre settimane.

C’è da dire che questa estrema rapidità, perché si tratta di un manufatto di trecento metri quadrati, provvisto di isolamento termico, di intonaco esterno ed interno, è stato determinata dal fatto che la Veritas ha fornito alcuni tecnici, un ingegnere a tempo pieno che ha studiato nei minimi particolari un piano di lavoro e di altri tecnici che hanno seguito gli impianti elettrici, di condizionamento termico, di amplificazione sonora e che nei momenti di emergenza hanno inserito operai specializzati italiani. Però l’elemento portante è stato sopportato dallo staff di operai rumeni che hanno lavorato giorno e notte.

L’ingegnere che ha tenuto le file del cantiere mi ha fatto osservare che il confronto tra gli operai italiani e rumeni non reggeva, i nostri hanno un rendimento certamente maggiore, ma poi soggiunse che da un lato l’educazione dei rumeni fondamentalmente è rimasta quella del regime e tutti sanno che nei regimi comunisti il rendimento è estremamente basso e dall’altra le paghe di questi operai rumeni che, a tutti gli effetti devono considerarsi personale specializzato, non superano i 200 euro al mese, solamente il capo cantiere percepiva 250 euro.

Avevo già sentito una notizia del genere, ma ora avevo sotto gli occhi questa ingiustizia o peggio questa infamia che persiste tra gli operai dell’Unione Europea.

Da questa notizia ho compreso, ulteriormente quanta strada deve fare ancora l’Europa per essere una nazione, quanta solidarietà dobbiamo avere verso     questi popoli che mandano le loro donne in Europa a fare le badanti dei nostri vecchi, perché le loro famiglie possano sopravvivere e quanta vergogna dobbiamo provare per il permettere o peggio per il nostro favorire queste radicali ingiustizie e quanto meschino ed egoista sia il neonazionalismo che serpeggia nel nostro Paese.

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