“Quando morirò, il mondo sarà migliore, perchè sono vissuto o perché sono morto?”

A chi è vissuto assai, capita che gli riemergano, quasi per caso dal grigiore e dalla nebbia fitta del passato, volti, pensieri, esperienze, che riteneva del tutto sommersi dalla frana di avvenimenti che s’è rovesciata e continua a rovesciarsi sopra. Però spesso vengono a galla affermazioni, detti, discorsi dei quali per decenni non avevi più sentito parlare.

Questo riemergere dal passato di esperienze vissute, talvolta anche con intensità, spesso mi desta sorpresa e meraviglia e mi costringe quasi ad una presa di coscienza, ad una verifica ad un riesame condotto con la nuova mentalità e i nuovi criteri che sono nati dalle infinite esperienze successive.

Questa mattina ho meditato su una riflessione di un vecchissimo cristiano australiano, che sulla soglia dei novant’anni, valutava il suo apporto offerto alla vita e agli uomini con la sua longevità.

Questo discorso mi costrinse a fare un bilancio personale in merito ai miei 80 anni.

Mi venne subito in mente, come strumento di valutazione, un monito di Baden Power, il fondatore degli scout, che a questo proposito, da ottimo educatore, lasciò detto ai suoi ragazzi: “Procurate di lasciare il mondo un po’ più bello ed un po’ più buono di quello che avete trovato”

Il monito è chiaro, diretto, convincente, ed io l’ho usato infinite volte nell’applicazione delle mie funzioni di impegno pedagogico.

Penso che i capi scout continuino ad adoperare questo invito e questo monito del loro fondatore.

Io non mi ero dimenticato di questo invito ma, non avendo più occasione di adoperarlo, era come lo avessi dimenticato, poi lo avevo usato quasi sempre ad uso esterno e quasi mai ad uso interno, ossia per me.

Stamattina, il credente del quinto mondo, il vecchio australiano, non solo me lo ha fatto riemergere, ma vi ha aggiunto un pizzico di provocazione per cui non potevo che riprenderlo se non altro come uno strumento di verifica personale.

Scriveva infatti questo sconosciuto di quel mondo tanto lontano: “Quando morirò, il mondo sarà migliore, perchè sono vissuto o perché sono morto?”

Non vi dico che guazzabuglio di rimorsi, di dubbi e di perplessità abbia provocato nella mia coscienza!

La gente fa presto a farti delle lodi per qualche iniziativa o qualche struttura offerta alla luce del sole, ma solo Dio conosce la ricchezza, le occasioni e la possibilità che mi ha offerto e i risultati ottenuti!

Mi sono perso vagando tra i ricordi, ed ho dovuto concludere alla svelta per non naufragare: “Miserere mihi Deus”

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