“Meglio prima che dopo!” ovvero parlate con le persone care ora!

C’è un proverbio popolare che afferma, un po’ rassegnato, “meglio tardi che mai!”

Non so però se ce ne sia un’altro che affermi “meglio prima che dopo!”

Se non ci fosse questo detto, sarei ben felice ad essere io a dar vita a questa massima, che spero diventi popolare!

Ricorro spesso a queste considerazioni perché spessissimo mi sento richiesto ad offrire voce e cuore ai familiari dei defunti, che durante il commiato ai loro cari, desiderano recuperare le occasioni perdute e chiedere al sacerdote, di dire le parole di affetto, di stima e di riconoscenza che, con rimpianto ed amarezza, s’accorgono di non aver mai detto, o d’aver detto poco e male.

Io lo faccio ben volentieri, lo faccio col cuore pur sapendo che è umanamente tardi!

C’è pure un poeta americano, che adopera un bellissimo artificio letterario immaginando che, gli abitanti di un piccolo paese che aveva il cimitero in riva al fiume, possano continuare il dialogo con i loro cari le cui tombe, con i nomi conosciuti degli amici morti, giacciono allineate una accanto all’altra, modulando il dialogo in rapporto alla vita che scorre ineluttabile. Ma questo è solamente un bell’artificio letterario ed una invenzione poetica, perché i morti che riposano in quella terra benedetta non rispondono.

Sull’abbrivio di questa idea anch’io spesso suggerisco alla gente che viene a pregare per i propri morti, di continuare a parlare dei fatti della vita e dei sentimenti del cuore con i loro cari che vivono ormai la vita nuova e spero che questo non si riduca ad una pia finzione per colmare le occasioni perdute.

La fede dovrebbe rappresentare un supporto valido per questo dialogo anche se procede tra persone che adoperano lingue diverse, quella della terra e quella del cielo.

La mia però è solamente una dolce speranza! Non mi sento di incoraggiare questa comunione calda ed affettuosa del dopo, preferisco insistere sul prima, sull’oggi, sul certo!

Se tentiamo di dire quaggiù cose care sarà anche più facile continuare dopo, senza dover cucire vecchi strappi e recuperare occasioni perdute.

Credo che tutto sommato sia meglio un sorriso oggi che una montagna di fiori e mille preghiere di suffragio domani!

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