Bisogna avere più fiducia nella testa e nel cuore che nelle carte!

Ho avuto un lungo colloquio col responsabile di “obiettivo lavoro” l’ente che, a nome del Comune, fornisce ore di assistenza agli anziani poveri e in difficoltà, in rapporto al loro deficit e ai mezzi economici di cui dispongono loro e il Comune.

Mi rendo perfettamente conto che è ben difficile fornire un’assistente familiare proprio nel momento più necessario per i barcollanti residenti al don Vecchi.

Fatalmente “Obbiettivo lavoro” seguendo i protocolli distribuisce un’ora o due di assistenza fissando il giorno e l’ora in rapporto ad una infinità di elementi.

Capita quindi che l’assistente inviata impieghi mezz’ora per il trasferimento ed arrivi proprio nel momento che l’anziano dorme o non sa proprio cosa farsene dell’aiuto offerto.

La fatica quindi nello spiegare che se potessimo noi, pur usando del tempo fissato dall’assistente sociale del Comune, gestire direttamente l’operatrice familiare, abbatteremmo così i tempi morti, faremmo fare gli interventi nel tempo debito.

Si tratterebbe quindi di non modificare sostanzialmente il contributo del Comune, ma di gestirlo in maniera intelligente ed opportuna.

Pare che ci siamo capiti ed abbiamo concordato sulla linea dell’intervento. Ora si tratta di adottare o meglio ancora di interpretare ed applicare le norme che sono state studiate in maniera valida, ma vanno applicate con intelligenza nelle situazioni concrete.

Pensavo stamattina a San Paolo, quando duemila anni fa ha affermato che “la lettera uccide, mentre lo spirito vivifica”

Solamente la disponibilità al discorso dell’altro, il coraggio di assumersi una qualche responsabilità, l’amore all’uomo reale, risolvono i problemi, ma allora ci vuole più fiducia nella testa e nel cuore piuttosto che il garantirsi dietro le carte che spesso documentano stupidità e disinteresse!

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