Una felice concordia di idee per la carità

In questi giorni ho avuto un franco scambio di idee con un mio giovane collega a proposito dell’assistenza agli anziani.

Sono stato felice perché ho avuto l’impressione che, nonostante ci separi una quarantina di anni di età tra me e lui, ci fosse una concordanza di idee in merito a questo settore della carità.

Ho osservato, nella mia vita, che quando due persone sono concrete, vanno al sodo, sono impegnate a dare visibilità alle loro scelte ideali, trovano abbastanza facilmente elementi comuni nel loro impegno apostolico.

Il difficile invece nasce quando si tenta di dialogare con qualcuno che fila dietro a idee fumose di ordine sociologico o mistico.

I punti di incontro si riferivano al fatto che la fede e la religiosità hanno come sbocco necessario la carità e la carità vera è quella che si concretizza in servizi reali, in strutture operative a favore dei fratelli in difficoltà.

Secondo punto di convergenza fu quello che, queste strutture e questi servizi, debbono essere sani, efficienti, economici e soprattutto debbono contraddistinguersi per la qualità.

Guai a noi se le nostre strutture caritative non sono belle, non offrono dei veri conforts, non hanno i conti in regola e soprattutto non battono di gran lunga la “concorrenza” sui costi.

Terzo elemento d’incontro è il fatto che l’impegno per i poveri debba essere il biglietto di presentazione della chiesa locale nei riguardi dell’amministrazione pubblica e soprattutto della popolazione.

Auspicavamo infine che ci fosse una forma di confederazione che avesse un portavoce comune sia nei riguardi del Comune e della Regione ed un periodico che informasse l’opinione pubblica in maniera tale che la voce carità giunga chiara a tutti e la nostra gente si renda conto che l’impegno della nostra chiesa è serio, concreto, efficiente e quindi la predica sulla carità non batta l’aria, ma sia un discorso verificabile da tutti.

Noi due non rappresentiamo certamente la chiesa veneziana, comunque le voci libere, concrete e ricche di idealità hanno sempre un impatto positivo, sono sempre un seme che prima o poi porterà frutto.
Questo almeno ci auguriamo che avvenga.

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