Accettare le nostre diversità

“Non è mai troppo tardi” era lo slogan con il quale venti-trenta anni fa si voleva incoraggiare gli anziani a partecipare a scuole serali per ottenere il titolo di quinta elementare o di terza media, titoli che si richiedevano per partecipare a concorsi banditi dagli enti pubblici.

Alla mia bella età, sto tentando anch’io di recuperare tanto tempo perduto e di imparare a “leggere” il libro della vita scritto nella ordinarietà degli incontri quotidiani.

Stamattina ho appreso una lezione interessante.
Stavo armeggiando per inserire in un piccolo espositore presso la porta del cimitero alcuni numeri de “L’incontro”, quando una signora, che aveva di certo superato la mezza età, mi salutò con particolare calore.

La guardai per capire da dove partisse questa confidenza. Ella capì al volo il mio interesse: “Lei mi ha sposato 44 anni fa”. In quel mentre giunse anche suo marito. I miei ricordi erano però assolutamente nebulosi, allora per uscire dall’empasse, soggiunsi scherzosamente: “Ho fatto un buon lavoro?”, al che ella rispose: “Nella vita non è difficile andare d’accordo, basta accettare le nostre diversità!”

Ci salutammo cordialmente certi che non sarà facile rincontrarci, se ci abbiamo messo 44 anni dopo l’incontro iniziale.

Durante la giornata però sono ritornato sulla sua affermazione che bisogna accettarsi diversi, e proseguendo nel pensiero ho concluso che la diversità non è un inghippo, un ostacolo nel vivere insieme, ma un arricchimento reciproco.
Tardi sono arrivato a questa conclusione!

Tornando però allo slogan per la scolarizzazione di chi ha imparato poco da piccolo, ho concluso, forse in maniera un po’ interessata: “Non è mai troppo tardi!”

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