La cera nelle orecchie

Ogni tanto mi capita di fare delle scoperte che mi lasciano allibito.

Io che sono un appassionato lettore ed un ammiratore di Giovannino Guareschi, quello spassoso e felice narratore che ha dato alla luce Peppone e don Camillo, da tanto tempo, pensavo che quella stagione fosse definitivamente tramontata. Infatti, avevo collocato i volumi di Guareschi accanto a Piccolo Mondo Antico, un mondo romantico, caro, pregno di una dolce malinconia, ma ormai definitivamente scomparso.

Invece no.
Vi sono dei superstiti del mondo di Guareschi che sopravvivono alla loro morte politica e magari in periferia, continuano alla vecchia maniera.

Mi è accaduto di discorrere piacevolmente e confidenzialmente con un signore che i concorrenti in commercio mi avevano descritto come un politicante, un intrallazzatore ma che a mio modesto parere mi è parso come un gentiluomo, intelligente, impegnato sognatore e come tutti i sognatori emarginato.

Questo accompagnatore mi confidò che nel suo paese era stato il più votato in assoluto, ma per dire quello che riteneva essere giusto, dovette uscire dal partito.

“Veda, padre”, mi disse: “sindaco, giunta e peggio che peggio i consiglieri sono delle semplici marionette, chi decide è il partito, ossia alcuni dirigenti che non vivono nel posto, non conoscono i problemi concreti della gente e soprattutto decidono rifacendosi a motivazioni di politica generale e perciò che nulla ha a che fare con le attese della povera gente. Ora posso dire quello che voglio, ma non per questo riesco a farmi ascoltare o a spostare di un millimetro quello che altri e altrove hanno stabilito”.

La cosa mi sorprese e mi ha fatto star male. Già, ascoltando gli appassionati ed intelligenti interventi in parlamento dei vari membri dei contrapposti schieramenti, che si concludevano con votazioni compatte e preventivate, che non tenevano per nulla conto di quanto si era detto, avevo concluso che i deputati, talvolta, si mettessero la cera nelle orecchie per non sentire le motivazioni addotte dai loro avversari. Sentire però un discorso dal vivo di ciò che avviene a due passi da Mestre ha finito per sdegnarmi!

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