Un modo concreto per riporre in Dio ogni ansietà

Le prediche e i discorsi ufficiali dei preti e peggio ancora dei vescovi ed anche dei cristiani impegnati consistono spessissimo, anzi quasi sempre, in elucubrazioni macchinose e complicate che hanno ben poco da spartire con il discorso normale.

Mentre a ben pensarci tutta la vita si impernia in cose normali e perfino banali, motivo per cui ogni volta che mi imbatto in discorsi di buon senso e concreti rimango quasi incantato. Stamattina l’argomento della meditazione verteva su questo passo del profeta Isaia: “Riponete tutte le vostre ansietà in Dio, poiché Egli ha cura di voi”.

Io credo, pur da povero cristiano condivido pienamente questa affermazione del grande profeta dell’antico testamento. Per natura e temperamento però mi lascio poi non solo coinvolgere, ma angosciare dai problemi, dei drammi della vita. Spesso anche per cose che col passare del tempo si rivelano banali e di poco conto, mi fermano la digestione, mi tolgono il sonno e soprattutto mi fanno perdere la pace interiore.

Se in quei frangenti ricordassi l’affermazione di Isaia, che poi corrisponde anche alle mie convinzioni ed esperienze, probabilmente rimarrei più sereno ed affronterei più pacatamente i problemi relativi.

Il guaio però è questo che nei momenti di preoccupazione ben difficilmente mi tornano in mente le rassicurazioni di Isaia.

Il pastore della comunità cristiana del fratello di fede, che ha steso il testo della meditazione, in un sermone aveva suggerito ai fedeli di portarsi dietro un piccolo oggetto che ricordasse loro la “cura di Dio e la possibilità di riporre in lui ogni ansietà”.

Questo cristiano aveva seguito il consiglio decidendo di portare in tasca un coltellino multiuso che egli stesso adoperava per le piccole riparazioni domestiche. Il suggerimento ha funzionato talmente bene che egli finì di levigare suddetto oggetto tanto l’ha toccato. Ho fatto subito il proposito “da oggi in poi il mazzo di chiavi che porto sempre in tasca non mi servirà solamente per aprire le porte, ma anche e soprattutto per ricordarmi di riporre le mie ansietà in Dio, poichè Egli avrà certamente cura anche di questo suo povero figlio spesso smemorato, che non si ricorda della benevolenza del Signore”.

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