Ottenere un po’ di aiuto a volte è difficile

A Mestre gli ipermercati sono nati una quarantina di anni fa e ad aprire  loro le porte della nostra città e a concedere loro le chiavi relative è stato un prete; monsignor Vecchi.

Ricordo tutto questo per le infinite e puntigliose discussioni avvenute in canonica. Monsignore vedeva nell’apertura della Standa in via Carducci, la possibilità di una operazione commerciale che gli avrebbe permesso di realizzare grosse strutture sociali quali: Ca’ Letizia e il palazzo della Comunità. Noi cappellani temevamo l’abbattimento del patronato e la perdita dei campi da gioco per i ragazzi delle nostre associazioni; e così fu nonostante tutte le promesse di monsignore!

Nei quarant’anni che seguirono, gli ipermercati hanno invaso la nostra città, hanno imposto la loro filosofia di vendita ed hanno guadagnato un sacco di soldi che soprattutto all’inizio sono andati a finire a Milano, Genova e Torino.

In tutto questo niente di male!
Ossia le leggi di mercato si impongono comunque, però c’è un limite per tutto.

Negli ultimi vent’anni ho tentato in tutti i modi di ottenere l’invenduto, il non più commerciabile, le merci in scadenza. Non c’è niente da fare, la logica del mercato alla quale si rifanno padroni e gregari. è talmente inesorabile per cui bisogna sempre guadagnare e guadagnare il più possibile! Anche se una parte del bacino da cui gli ipermercati traggono profitto è in difficoltà e si potrebbe aiutare senza impegnarsi o spendere più di tanto.

Io sono stato sconfitto, mi sono arreso senza condizioni. Ora ci sta provando il Comune, che ha strumenti ed armi infinitamente più potenti delle mie. Spero che il Comune ottenga o semmai imponga una maggiore attenzione ai poveri del territorio.

Arrivando se non ci fosse altro mezzo, a ritirare le licenze di esercizio, altri Comuni con le buone o con le cattive ci sono arrivati. Spero che il nostro Comune non sia da meno e che gli assessori Bortoluzzi e Simionato possano finalmente spuntarla!

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