Ateobus e atei

Credo che un po’ tutti, anche se l’attenzione dei giornali, ma sopratutto della televisione è stata piuttosto rapida e marginale, siamo stati colpiti dalla notizia che sugli autobus genovesi è stata reclamizzata una scritta, richiesta da un gruppo organizzato di atei: “Una cattiva notizia: Dio non esiste, ed una buona: non cambia nulla”

L’iniziativa è sbollita presto perché secondo alcuni, l’azienda che doveva gestire questa pubblicità, l’ha ritenuta controproducente a livello economico e, secondo altri, perché i filotranvieri, con tanto buon senso, si sono rifiutati di condurre gli autobus con quelle frasi irridenti la fede.

Comunque qualsiasi sia stato il motivo che ha fatto fallire questo proposito, la notizia mi ha fatto pensare e quasi costretto ad indagare maggiormente e a prendere posizione, almeno a livello interiore.

Ho appreso così che questo tentativo non è nuovo, infatti era già stato tentato a Bergamo, ma soprattutto ho scoperto che in questo sforzo di colpire al cuore la fede non è stata solamente l’Unione Sovietica negli anni di “buio a mezzogiorno”, ma pure in Italia ci sono sparuti gruppi di ateisti organizzati che ogni tanto fanno queste macabre e dissacranti sortite.

A parte la sicumera di questa gente che si autopromuove a persone anticipatrici dell’avvenire, fautori della razionalità e nemici acerrimi dell’oscurantismo religioso e clericale, mi chiedo a chi giovano questi attacchi acidi e saccenti alla fede dei credenti?

Immagino che non dovrebbe recare alcun disturbo agli atei che la stragrande maggioranza dei propri concittadini si professino credenti, ed ammesso ma non concesso che questo gruppo sparuto di personaggi avesse ragione e che il mondo intero di tutti i tempi avesse torto, e che la fede fosse solamente una dolce e rassicurante illusione, ripeterei loro come il grande Pascal che torna sempre conto scommettere sul positivo perché così uno comunque passa meglio la vita, in maniera più serena e comunque avrebbe la stessa sorte dei non credenti.

Io rimango del parere che questo tipo di atei acidi e dissacranti sono persone irrequiete, frustrate, bastian contrari che sfogano la loro incapacità o volontà di vivere secondo sane regole morali e di pensiero, che invidiano chi invece conduce una vita morigerata, serena e positiva: comunque essi saranno sempre destinati a rimanere ai margini della vita e soccombenti come dimostra la storia antica e recente.

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