Il Primario delle anime

Ora mi reco con minor frequenza, di quando collaboravo a livello pastorale, con lo staff di addetti alla pastorale presso il nostro ospedale, ma anche ora almeno un paio di volte la settimana, vado all’Angelo per portare “L’incontro”.

Qualche giorno fa mi hanno salutato con calore due coniugi mentre stavo armeggiando per parcheggiare la mia Fiat Uno.

Il marito, un omone di eloquio cordiale e vivace, mi disse: “Don Armando non hanno dato neppure a lei una tessera per parcheggiare gratis?”

Io, che ero e sono convinto di non aver motivi particolari per un privilegio del genere e pensando che il mio interlocutore non sapesse che non ero più in servizio attivo in ospedale, risposi che non avevo titolo alcuno per la gratuità.

Al che egli ribatté, suppongo non avendo compreso il senso della mia risposta: “Ma lei è un primario”, poi per spiegarsi soggiunse: “Primario a livello delle anime!”

Ci lasciammo con un sorriso ed un saluto molto cordiale.

Ci pensai a questa promozione sul campo datami, non dai miei superiori, ma da un uomo della strada.

Con 55 anni di servizio attivo come prete dovrei veramente aver raggiunto da un pezzo il “primariato”, a meno che non sia veramente una zucca!

Il problema mi ha interessato almeno per qualche giorno. Le fabbriche quando mandano in pensione un dipendente anziano, spesso lo adoperano come “consulente”, mentre da noi preti pare che la pensione sia veramente la fine!

Già da tempo sto riflettendo allo spreco di esperienze che la chiesa si concede con troppa disinvoltura!

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