Da “UNA COMUNITÀ SULLA VIA DI SAN PAOLO” – 22 aprile 2018

Da UNA COMUNITÀ SULLA VIA DI SAN PAOLO” – 22 aprile 2018
settimanale della parrocchia di San Paolo di via Stuparich

Oltre la lunga spiegazione del vangelo tratta da un volume di commenti di Paolo Curtaz, il periodico parla della Giornata per le vocazioni, la festa di San Marco, il Consiglio pastorale, il grest, un campo scuola dalla 4^ elementare alla 5^ superiore.

L’altra parte del periodico è dedicata alla cultura e al divertimento: un cineforum in patronato ed un coro gospel, una commedia “Donne mistero”.

Riporto l’articolo sulla collaborazione pastorale ed un particolare sul “Cenacolo” perché ho la sensazione che esso rappresenti per molta gente, me compreso, un “oggetto misterioso” di cui si parla tanto ma che quasi nessuno ha mai visto in funzione.

don Armando

COLLABORAZIONE DI CARPENEDO

IL “CENACOLO”

«Il cenacolo non è un nuovo gruppo, ma è un insieme di persone che partecipa ad un metodo e che respira a pieni polmoni un nuovo senso di corresponsabilità ecclesiale».

Lo sottolinea il Patriarca Francesco.

«La Chiesa – rileva mons. Moraglia – non è più affidata solo ai preti come è stato fino a qualche tempo fa».

Il calo delle vocazioni presbiterali porta i suoi effetti visibili nel territorio. «Non abbiamo scelto questa condizione – prosegue il vescovo di Venezia – ma, proprio perché essa si presenta, noi siamo chiamati a ripensare la Chiesa di Cristo. A ripensare, cioè, come la Chiesa può esprimere nuova vitalità in una cornice di condizioni mutate». Da ciò l’invito ad una maggiore corresponsabilità dei laici: «Il cenacolo non è un gruppo in più – rimarca mons. Moraglia – ma è presenza di coloro che si fanno soggetto di pastorale e perciò fanno sì che la Chiesa sia presenza efficace di Cristo. Se questo non accade, non è Chiesa».

Tutti sono chiamati a partecipare, a patto di sentirsi davvero portatori della gioia del Vangelo. «Se arrivassimo, un domani, anche a situazioni estreme e ci fosse – poniamo – un parroco per quindici parrocchie – mai dovrebbe mancare la Messa domenicale nelle varie comunità».

Ma negli altri giorni potrebbero essere i laici a organizzare e vivere momenti liturgici e di preghiera; oppure potrebbero prendersi a cuore i patronati come luoghi educativi.

«La santità si dovrebbe toccare», conclude il Patriarca: «Ecco come vive il cenacolo».

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