Da “LETTERA APERTA”- 15 aprile 2018

Da “LETTERA APERTA” 15 aprile 2018
Settimanale della parrocchia dei Santi Gervasio e Protasio di Carpenedo

Questo settimanale è forse l’unico a Mestre che si interessa particolarmente degli aspetti civili della nostra città e pure dell’intero nostro Paese e dell’Europa. A pag:3 c’è un discorso un po’ contorto ed assai discutibile sull’assegno di mantenimento che i padri separati debbono alla moglie e ai figli. Don Gianni si meraviglia perché i provvedimenti della nuova legge riguardano solamente chi è legalmente “coniuge”. A mio parere non può essere che così perché fortunatamente il nostro Stato è laico e perciò deve occuparsi solamente di chi ha una qualifica legale.

Nella stessa pagina, sempre don Gianni, critica le “elezioni bulgare” in Russia e in Ungheria.

La pagina 4 è dedicata in buona parte ai balordi che frequentano il piazzale Candiani. A pag.6 vi sono due articoletti sulla dichiarazione dei redditi e sull’uso del cellulare. Per non parlare poi del furto in asilo che occupa quasi un’intera pagina. In tutto questo c’è del positivo perché l’esser cristiani non riguarda solamente la pratica religiosa, ma anche la concezione e le modalità d’esser parte integrante di una comunità umana.

Riporto l’articolo della prima pagina e quello sull’assegno di mantenimento al coniuge separato perché ritengo che i lettori abbiano bisogno di una lettura attenta e critica per poter prendere posizione.

don Armando

DARE UNA SPERANZA CONTRO IL VUOTO
Qualcuno pensa che la storia, le identità e anche la fede siano degli ostacoli all’integrazione fra le diverse culture. Vale il contrario. Sono il vuoto e la mancanza di riferimenti che generano fantasmi

Qualcuno lavora perché lo spazio pubblico sia “vuoto”, senza simboli di identità, slegato da riferimenti al passato, privo di qualsiasi valore di appartenenza. Secondo costoro, soltanto in questo modo ci sarebbe una vera occasione di integrazione, libertà e democrazia.

L’esperienza però insegna che vale il rovescio. Lì, dove i valori del passato sono stati tolti, dove non viene riconosciuta alcuna fede, dove regna il “vuoto” culturale, lì cresce l’orrore e la sopraffazione del potere è più rapida, anche perché esso non deve misurarsi con la forza della cultura e dei valori. Il vuoto produce indifferenza per la vita, per il futuro. Bisogna ribadire dunque che l’integralismo e la violenza non nascono da un’appartenenza religiosa. Semmai, al contrario, si moltiplicano laddove non c’è una vera ricchezza di valori.

Basta ricordare un episodio del Vangelo: morto Gesù, gli apostoli stanno chiusi nel cenacolo, del tutto intransigenti nelle loro posizioni. Quando si aprono alla fede nel Risorto e accolgono il suo Spirito diventano più accoglienti: spalancano le porte e accolgono chi la pensa in modo diverso. Non bisogna dunque dar retta ai maestri del vuoto, ma proporre sempre l’incontro con Dio. È uno dei doni più preziosi che possiamo fare.

don Gianni

QUALE FAMIGLIA…
in primo piano

Dal 7 aprile 2018 entra in vigore l’articolo (570 bis) del codice penale che prevede “il carcere” fino a un anno o una multa fino a 1.032 euro per l’ex “coniuge” che si sottrae “agli obblighi di assistenza inerenti alla responsabilità genitoriale o alla qualità di coniuge”. In pratica: se non si paga il mantenimento a lungo andare si rischia la galera. La cosa però riguarda non i genitori in genere, ma i “coniugati” che abbiano contratto matrimonio civile. Già avevo spiegato qualche mese fa che lo Stato italiano impone sulle persone sposate fardelli ben superiori a quelli di coloro che fanno famiglia senza vincoli di stabilità.

Qui la legge, giusta, continua sulla stessa linea: penalizza chi in qualche modo ha un vincolo giuridico. Di nuovo dunque in Italia non si favorisce il legame nuziale, ma si poggia sulla famiglia costituita per legge conseguenze che altri possono evitare.

Mi chiedo sempre più a che prò suggerire ai giovani un matrimonio con conseguenze civili. A questo punto verrebbe da proporre alle nuove coppie un matrimonio solo canonico.

Il Sacramento è accolto, la fede ha una sua obbedienza e dallo Stato italiano si ricevono tutti i privilegi previsti per le coppie di fatto. Dove sbaglio?

d.G.

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