Da “PROPOSTA” – 8 aprile 2018

Da “PROPOSTA” – 8 aprile 2018
settimanale della parrocchia di San Giorgio di Chirignago

Nella prima facciata del periodico don Roberto, sotto il titolo cose pasquali” fa la cronaca, con note chiare ed altre oscure, della settimana santa: preparazione della chiesa (positiva), via crucis (negativa), alberi di addobbo (rocambolesca), digiuno (semipositiva), veglia pasquale (molto positiva).

Nella seconda facciata vi sono due inviti ad iscriversi all’Azione Cattolica Ragazzi e agli scout.

Quello che però arricchisce questo numero del settimanale sono soprattutto le sei testimonianze di altrettanti giovani che davanti ad una chiesa gremita di fedeli, han dichiarato pubblicamente la loro fede e la loro scelta di farsi discepoli di Gesù.

Queste professioni di fede sono degli autentici miracoli che fortunatamente si ripetono da trent’anni a questa parte, ossia da quando don Roberto fa il parroco in questa comunità.

don Armando

COSE PASQUALI

“mi hanno commosso …” dice una giovane signora durante la sua confessione. Si riferisce ai giovani che per due giorni ed anche più si sono dedicati tutte le mattine a “curare” la nostra chiesa. Dai vasi sacri ai candelieri alle torce e perfino ai muri ed alle ragnatele più alte. Sei o sette, non di più, ma determinati e laboriosi come formiche.

Si vedeva che volevano bene alla loro chiesa e che desideravano che per Pasqua si rivestisse di nuovo, bella come una sposa.

Come non assecondarli….?

Se penso che le nostre domande di ridipingere intanto P esterno della chiesa sono giaciute per tre mesi, lì abbandonate, negli uffici delle Curia patriarcale e per altri tre negli uffici della sovrintendenza senza che nessuno ci abbia dato un minimo di risposta … Quando Gesù dice che gli ultimi saranno i primi fa una bella promessa che si realizzerà di sicuro nell’ai di là, non certo – ahimè – nell’ai di qua. E questo anche all’interno di santa Madre Chiesa.

….Via crucis ventosa, quest’anno. E collocata nel luogo più lontano dal centro della parrocchia. Belle, semplici e giustamente veloci le riflessioni per le otto stazioni. Non molta gente e soprattutto pochi bambini e ragazzi. Mi par di sentire gli accorati appelli a “non perdere i nostri valori” … la denuncia perché “l’invasione dei foresti ci impedisce di fare i nostri presepi e mantenere le nostre tradizioni” … Passando davanti a tante case e sotto tante finestre e conoscendo chi abita lì e che convinzioni ha a proposito dei richiami di Papa Francesco ad accogliere i profughi (sta Papa stavolta l’esagera …) e vedendo spente le luci, nessun lumino acceso, la totale indifferenza verso un fatto tradizionale e religioso come quello che si stava compiendo mi è ritornato alla mente un brano di Ignazio Silone dove dice che un contingente di soldati stava partendo per la Grecia, durante la seconda guerra mondiale, e stavano sull’attenti ad ascoltare il loro generale che faceva il discorso per la partenza. Ma quando l’ufficiale disse che “con grandissimo rammarico per impegni imprescindibili non poteva partire con loro” i soldati smisero di ascoltare. L’armiamoci e partite non lo ha mai sopportato nessuno ….

….Anche quest’anno con l’amico P…. abbiamo cercato e trovato qualche albero per abbellire l’altare in occasione delle feste pasquali. Il primo l’abbiamo preso in un luogo abbandonato ma nei pressi di una via molto trafficata mercoledì mattina. Alle sei perché con il buio si è sempre più discreti e si disturba meno (ma anche si da anche meno nell’occhio). Un vecchio “amolo” perfettamente fiorito. Non è stato facile portarlo a casa sul tetto delle mia pandina (e qualcuno vorrebbe che io la cambiassi …, stolto). Il fatto è che la stagione è ormai avanti per gli amoli, ed è ancora indietro per i ciliegi (o meglio, per le marinelle).

E così sabato mattina, sempre alle sei con il buio, lungo una strada camionabile sappiamo che ci sono dei ciliegi selvatici abbandonati. Ma c’è un fosso. Mi son messo gli stivali ma il fosso è più profondo. Piedi allagati. Per Gesù questo ed altro. Torniamo a casa con il nostro bottino contenti a metà: si apriranno le gemme prima di Pasqua: a posteriori devo scrivere (siamo lunedì dell’Angelo) che i fiori non sono ancora sbocciati. Ma le piante pronte per la fioritura fanno ugualmente la loro figura.

… vigilia pasquale intensa e diversa quest’anno. Sono passato per tutti i gruppi di catechismo delle superiori per proporre il digiuno il giorno prima di Pasqua. Di conseguenza e con coerenza mi sono impegnato a digiunare anch’io. Ero anche preoccupato perché da anni non ci provavo. Ma è andata meglio di come pensassi. Un po’ di appetito ma niente di che. Mi sono chiesto se qualcun altro aveva accolto la proposta. Con sorpresa vengo a sapere che alcuni (ed anche qualche giovane giovane, di quelli che mangerebbero anche il marmo) lo ha fatto.

E’ incredibile ma è vero: avendo digiunato si arriva alla veglia pasquale in uno stato di grazia. L’animo è quieto e preparato. Tutto brilla di più. E dopo, dopo la veglia, quando ci si siede a tavola per far festa a Gesù risorto ed agli amici che hanno fatto la solenne professione di fede si mangia di gusto e con gioia moltiplicata.

… è stata una bella Pasqua. Quasi quasi non ci speravo.

Grazie a te Signore e grazie a tutti quelli che ci hanno messo il cuore e la loro fatica.

drt

PROFESSIONI DI FEDE 2018

ANCHE QUEST’ANNO SEI GIOVANI HANNO DESIDERATO FARE LA LORO SOLENNE PROFESSIONE DI FEDE. ANCORA NA VOLTA SI E’ TRATTATO DI UN DONO. UN DONO ANCORA PIÙ’ GRANDE PERCHE’ HANNO CHIESTO LORO DI FARE QUESTO PASSO, DI LORO LIBERA E SPONTANEA VOLONTÀ ‘ GRAZIE, SIGNORE, PER QUESTI FIORI PROFUMATI DI PRIMAVERA

Dalla prima volta che mamma e papà mi hanno portato alla veglia pasquale ho sempre aspettato con ansia che arrivasse anche per me il momento di fare la mia professione di fede. Ogni anno rimanevo sempre sorpresa e colpita di come così tanti giovani potessero esprimere pubblicamente e senza vergogna il loro amore per Gesù; e anche io non volevo esser da meno! Adesso che è giunto il mio momento posso ammettere però di trovarmi un pò in difficoltà ad esprimere ciò che provo e penso.

Sono una ragazza normale di diciannove anni ma penso che l’elemento che ha reso la mia vita un pò diversa da quella di molte mie coetanee è stato proprio l’appartenenza alla nostra parrocchia e al sentimento che è cresciuto nei confronti di Te Gesù. Gran parte del lavoro lo hanno fatto i miei genitori che sempre in maniera paziente e amorevole mi hanno insegnato a volerti bene e ad essere una buona cristiana. Posso dirti che, non solo la mia famiglia è stata una parte fondamentale per la mia crescita spirituale, lo è stato anche Don Roberto a cui ho sempre affidato tutte le mie incertezze e le mie paure e che con grande pazienza ha saputo aiutarmi e accompagnarmi in questo percorso. Ho iniziato a sentirmi ancora più vicino a te Gesù quando ho intrapreso il mio percorso scout, dopo aver potuto constatare negli occhi di mio fratello quanta gioia potesse donare lo scoutismo; è stato ed è un percorso bello ma anche faticoso che mi ha insegnato ad essere autonoma, a mettermi al servizio degli altri ma soprattutto a sentirti vicino e a volerti sempre più bene. Sono diventata però più cosciente e autonoma come cristiana dopo la cresima, quando ho capito veramente che se volevo continuare a seguirti doveva essere una mia scelta; da quel momento penso che tu sia diventato una parte integrante di me, un amico fedele una persona con cui potermi confidare e forse l’unico che conosce me stessa in maniera completa e unica. Ci sono stati dei momenti in cui anch’io ho dubitato di te, avevo mille domande e poche certezze ma come sempre ho trovato le risposte ascoltando don Roberto durante una “tre sere” in cui diceva che un vero fedele è anche colui che ha dubbi ed incertezze. In questo momento non ho dubbi, e questo è già un grande passo in avanti!

So però che la strada che sto percorrendo è ancora molto lunga e potranno esserci anche momenti difficili, ma sono convinta che tu assieme alla mia famiglia, i miei amici e alla mia comunità sarete sempre presenti e pronti a sostenermi.

ANNACHIARA

Quando vivi a Chirignago e frequenti la parrocchia sai che alla veglia pasquale, ad un certo punto, alcuni ragazzi sui vent’anni, si presentano a leggere la propria professione di fede.

L’ho visto fare a tanti ragazzi prima di me. La cosa fa così parte del rituale della veglia che è sempre stata vissuta da me come un momento naturale della veglia stessa e quindi non l’ho mai percepita come un qualcosa a cui avrei dovuto partecipare attivamente. E quindi ho sempre vissuto la professione di fede comodamente seduto e rilassato, come uno spettatore non pagante.

Da settembre, per ragioni di studio, mi sono spostato a Milano. Ho quindi cambiato ritmi e abitudini e, allontanandomi dalla mia parrocchia, ho perso la quotidiana frequentazione di questo ambiente in cui, fin da piccolo, ho vissuto tanti momenti tra catechismo, scoutismo, gite, veglie, tre sere eccetera, eccetera, eccetera, (diciamo che al parroco non mancano idee ed energie). A un certo punto, con mia sorpresa, da casa mi dicono che c’è una lettera per me dalla parrocchia. Diciamo che da lontano è bello sentire che non si sono dimenticati di me. Quando torno a casa la leggo. È la proposta di adesione alla professione di fede. Ma come? A me? Non ci pensavo proprio anzi, come ho detto prima, non ci avevo mai pensato. E invece lo chiedono anche a me. Quest’anno, se me la sento, mi invitano ad essere non più spettatore non pagante ma attore. E devo anche pagare il biglietto. Perché per uno come me, diciamo non proprio estroverso, uscire allo scoperto e, davanti a tutti, dover dichiarare la mia fede al Signore, mi costa un po’. Quindi devo pensarci, e ci penso a lungo. È difficile per me, dubbi, timidezze, paure ma poi alla fine … Signore, eccomi qui stasera, sull’altare a dire che io credo in te. Decisione non facile, cresciuta dentro di me un giorno in cui mi trovavo solo nel mio appartamento a Milano, un po’ preoccupato per gli esami che avrei dovuto dare di lì a poco, e tra mille pensieri ne è spuntato fuori uno, dapprima sbiadito, poi sempre più chiaro: “Signore so che ci sei, aiutami”. E così adesso volevo dirti grazie di essermi sempre vicino, perché io lo so, tu mi sei vicino, sei sempre con me, che io sia qui nella mia comunità o lontano da essa per qualsiasi ragione.

GIOVANNI

Non ero molto convinta riguardo alla “professione di fede”; pensavo che il mio rapporto con Te, Signore, fatto anche di mancanze, dimenticanze e strappi alle regole non fosse abbastanza deciso e fermo da poter funzionare.

Ho provato perciò a immaginare la mia vita senza la tua presenza… Molte cose sarebbero state diverse e, soprattutto, tanti avvenimenti non sarebbero accaduti. Sei diventato un componente della mia famiglia, hai contribuito a renderla forte e unita contro le avversità e proprio nella mia famiglia trovo sostegno nei momenti difficili.

Mi hai fatto incontrare amici sinceri e preziosi con cui posso essere me stessa senza temere di essere giudicata. Hai messo al mio fianco catechisti, educatori e animatori che mi hanno guidato e mi accompagnano come fossi una figlia o una sorella.

Senza di te non avrei vissuto la bella esperienza dell’Azione Cattolica e neppure avrei potuto mettere al tuo servizio la mia passione per la musica, cantando nel coro e suonando l’organo alla Santa Messa. Tutte le persone che mi hai fatto incontrare sono state una grande fortuna, ma Don Roberto e Don Andrea hanno lasciato su di me un segno indelebile di amore e comprensione. Con la loro passione, affetto e sensibilità hanno creduto in me, anche quando dubitavo perfino di me stessa, facendomi sentire amata e stimata. Loro hanno aperto spiragli di coraggio nel mio cuore e grazie a loro ho potuto percorrere strade che altrimenti non avrei esplorato.

Don Roberto e Don Andrea mi hanno fatto sentire amata e apprezzata per quello che sono. Nonostante questo periodo sia caratterizzato da delusioni, dubbi, incertezze e numerose domande apparentemente senza risposta, non esito ad affermare con fede e speranza che credo in te, Signore, e che sempre continuerò ad apprezzare la vita grazie al tuo amore.

MARTINA

Eccomi

Penso che sia l’unica parola che possa dire oggi davanti a tutti. La strada non è stata semplice… Sono un ragazzo che ha avuto mille dubbi, che si è fatto mille domande in tutto e che ancora adesso ha molte incertezze… ma oggi Signore dopo tutte le mie paure sono qui a dirTi “Eccomi SIGNORE io vengo”. Non è stata semplice la scelta di fare la professione di fede ma una domanda mi ha aiutato a fare questo passo ed è stata: “SE NON AVESSI PARTECIPATO ALLE INIZIATIVE DI QUESTA COMUNITÀ COSA FAREI?(o meglio) COME SAREI?

Beh vi sembrerà banale ma la risposta è stata che probabilmente non farei niente… quasi sicuramente non sarei qui sopra sull’altare a dire che credo in Te Signore e non sarei nemmeno dentro in Chiesa, probabilmente sarei sparito dopo la Cresima come fanno in molti…

Ma non è successo ed è il motivo per cui sono qui, perché senza di Te non avrei conosciuto alcune persone e alcune realtà che hanno, e che ancora adesso, segnano la mia crescita, la mia personalità e la mia fede… Da ragazzino non capivo quante opportunità ci sono qui in questa comunità ma oggi, Gesù, dopo questa riflessione l’ho capito e ti dico grazie. Grazie per Don Roberto che è sempre un punto fisso per tutti e una guida eccezionale.

Grazie per gli incontri della COGI a cui mi fai partecipare perchè rendono il mio percorso di fede più sicuro, grazie per avermi fatto conoscere gli Scout dove mi hai fatto incontrare veri amici di strada e mi fai ammirare le cose che ci hai donato.

Grazie per il coretto e il coro dei giovani che mi hanno fatto conoscere la bellezza della preghiera con i canti. Grazie alle persone che mi hai messo accanto, i capi, i catechisti che mi hanno insegnato come esserti amico e mi hanno sempre dato l’esempio… Gesù in molti mi hanno detto che questo momento non è un punto di arrivo ma di partenza ed è così ti dico che da oggi cercherò sempre più di mettere “te al centro del mio cuore”, cercherò di “amare come mi ama Dio”. Da questi propositi (ri)parto dicendoTI tre parole che Don Roberto sin da piccolo mi ha sempre insegnato che valgono più di mille altre: CIAO GESÙ TI VOGIO BENE.

RICCARDO

“Se riuscirai a dire al Signore che gli vuoi bene, tutto il resto, vedrai, andrà per il verso giusto.” Queste sono parole su cui ho riflettuto molto da qualche giorno a questa parte, e sono arrivata alla conclusione che è per questo motivo Signore che sono qui questa sera, per dirti che ti voglio bene. Un ti voglio bene sussurato ma sincero, carico di tutte le esperienze che abbiamo passato assieme in questi 19 anni.

Mi sei stato accanto infatti, da quando sono nata, una presenza costante nella mia vita che cantavo con gioia la domenica mattina alla messa, un compagno di giochi e preghiera con cui sono cresciuta i sabati all’acr. Sei sempre stato un segno visibile nella mia vita che si manifestava nell’amore dei miei genitori e della mia famiglia, i quali mi hanno sempre insegnato a ringraziarti per tutte le cose belle che capitavano nella mia vita. Sono qui quindi, sta sera Signore, per ringraziarti e per dire che credo in te. Ed è proprio perché credo in te che ti chiedo aiuto. Aiutami, adesso che sono cresciuta, ad avere di nuovo il coraggio di quando ero bambina per testimoniarti ogni giorno senza paura ma con orgoglio. Aiutami a farmi sempre domande e non vivere con superficialità la fede affinché io possa trovare in te l’amico più vero e prezioso, sempre disposto a perdonarmi ed accettarmi così come sono.

Io ti chiedo questo Signore e sono pronta a fare la mia parte e a seguire la strada che hai tracciato per me. Tu guidami Signore. Cammineremo assieme

SARA

Signore, questa sera sono qui davanti alla comunità per dire che io credo in Te. Sai che sono timida e riservata e quanto mi costa esprimere le mie opinioni in pubblico. Comunque, penso sia una cosa giusta da fare, perciò mi sono fatta coraggio e sono qui.

Quando ero piccola pensavo che tutte le persone credessero in Te. La mia famiglia ci credeva, andavo a scuola dalle suore, frequentavo il catechismo e gli scout; perciò quasi tutto il mio mondo Ti ruotava intorno e pensavo che fosse così anche per gli altri. Crescendo, un po’ alla volta, ho capito che non era così per tutti e che si poteva scegliere. E anche io mi sono posta la domanda se ci credevo veramente oppure no. All’inizio non sapevo dare una risposta precisa. Devo confessare che in quel periodo non sempre ho avuto il coraggio di difendere la mia fede apertamente davanti agli altri: un po’ per timidezza, un po’ per paura di essere derisa e messa da parte. Se avessi ascoltato i miei compagni di classe in questo momento non sarei qui. Nonostante tutto non ho mai voluto allontanarmi da Te.

Oggi sono felice di questa mia scelta. Questo non significa che non abbia dubbi e incertezze, ma comunque voglio stare vicino a Te. Sono sicura che sarei una persona diversa, ma non migliore, se non Ti avessi conosciuto. Per questo devo ringraziare i miei genitori, che mi hanno sempre incoraggiata e sostenuta, Don Roberto e Don Andrea, i catechisti e il gruppo scout. Ti prometto che cercherò di impegnarmi di più nel coltivare la mia fede e nell’amore verso Te e i fratelli.

SILVIA

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