Da “COMUNITÀ E SERVIZIO” – 25 marzo 2018

Da “COMUNITÀ E SERVIZIO”25 marzo 2018
settimanale della parrocchia San Giuseppe di viale San Marco

Don Natalino, il parroco, dedica l’articolo di spalla della facciata del periodico al crocifisso ed afferma una meravigliosa verità, anche se vi arriva in maniera un po’ contorta, come gli è connaturale: il Cristo crocifisso che oggi deve interessarmi è l’uomo che oggi in tanti Stati e per i motivi più diversi è in croce. L’angolatura della visione del crocifisso è quella che mi deriva dalla croce di Gesù, ma il nome del crocifisso è quello dell’uomo che è messo in croce dai Barabba, dai Pilato e dai sinedri di oggi.

Interessante è l’articolo di Stefano Bellato che in maniera suadente fa notare la crescita umile ma autentica di quella che oggi è chiamata la collaborazione pastorale; essa fa fatica a crescere però, seppur a piccoli passi, sta crescendo. Un altro segno di questa crescita faticosa l’abbiamo dalla via crucis del venerdì santo.

don Armando

NELLA MEMORIA DELLA PASSIONE
di don Natalino

C’è un libro, che mi è stato messo in mano in ginnasio dal prof dì religione e mi ha poi appassionato così tanto, da acquistarne una copia per me. E’ il capolavoro di Giuseppe Riccìotti, La vita di Gesù Cristo. Pubblicato nel 1941, continua ad essere ristampato fino ai nostri giorni. Da ragazzo mi sono immerso nella lettura perché dovevo preparare la mia parte in un immaginario processo a Ponzio Pilato da fare in classe: era colpevole o non colpevole? Ma l’interesse poi è andato oltre e pure la lettura di quel libro. Ero preso dalla narrazione dei fatti della Passione: ricordo ancora quale impressione mi fecero le pagine in cui si descriveva con puntiglio medico quel che Gesù aveva patito nel supplizio della croce fino a quando era sopravvenuta la morte. Beninteso: realismo e pietà verso l’umanità dell’Innocente senza alcun, benché minimo, cedimento al genere splatter. Anni dopo, leggendo la presentazione scoprii che l’autore, divenuto esperto in archeologia biblica e storico del cristianesimo, da prete giovane era stato cappellano militare durante la prima guerra mondiale.

Da quella drammatica esperienza era uscito con una radicale opposizione a ogni tipo di guerra e perciò di violenza dell’uomo sull’uomo. Aveva visto e toccato le membra ferite del corpo di Cristo, l’uomo dei dolori (cfr Is 53,3). Anche noi oggi abbiamo bisogno di far memoria della passione del Signore, per aprire gli occhi sull’uomo, per disintossicarci da ogni risentimento e indifferenza, per imparare la verità dell’amore.

SULL’ONDA DELLO SPIRITO
Cantare e camminare insieme

Le Cresime a San Giuseppe sono state un evento importante per i ragazzi cresimati, come pure per genitori e padrini. Ma sono state un incontro fecondo anche per tanti presenti. Penso soprattutto ai coristi: persone che hanno accettato l’invito di mettere a disposizione la propria voce e il proprio tempo, di imparare canti nuovi e di confrontarsi con le dinamiche di altre parrocchie, per contribuire a formare un unico coro. Come sempre il «vieni e vedi» ti sorprende e allarga gli orizzonti della quotidianità, facendoti stupire di come l’unità sia molto di più della somma dei vari, singoli elementi.

E’ stato molto bello non solo il risultato, ma anche il percorso, le serate delle prove: i primi saluti, i nomi nuovi da imparare, la stima di chi ti canta vicino, non ti conosce ancora e ti fa capire che «vai bene»!

La magia del pregare insieme con il canto ha unito ancora di più: quel «Vieni Spirito, vieni Spirito», arrivava come tante ondate successive a commuovere e farti consapevole e grato di essere parte di una realtà Altra, che neanche immaginavi.

Ripenso ai tanti discorsi sulle collaborazioni pastorali: incontri teorici e complicati, sembravano impossibili da realizzare. Eppure è bastato rispondere di si ad un invito ed il resto è arrivato da solo. E ti viene voglia di continuare, di provare qualcosa di nuovo, senza la paura di andare incontro alle probabili difficoltà pratiche, che magari non ci saranno. Faremo anche l’esperienza della Via Crucis insieme, la sera del Venerdì Santo.

Ogni parrocchia partirà dalla propria chiesa, incontrandoci ai piedi del ponte ciclopedonale dell’Osellino, per vivere assieme le ultime quattro stazioni ed unirci sotto la Sua Croce.

Per meditare assieme il mistero della Croce, ringraziare dei doni ricevuti, orgogliosi di appartenere a questa Chiesa in cammino, che ci propone la gioia di «camminare insieme».

Stefano Sellato

LA SERA DEL VENERDÌ SANTO

Quest’anno la Via Crucis diventa esperienza comune di preghiera aperta a tutta la collaborazione pastorale venerdì 30 marzo alle 20.30 una processione partirà dal piazzale della chiesa di San Giuseppe e attraversando le corti femminili oltrepasserà il ponte ciclopedonale.

Alla stessa ora dal piazzale della chiesa del Corpus Domini un’altra processione si inoltrerà nel quartiere fino a percorrere il vialetto verso il punte.

Tutti ci ritroveremo «Sotto la sua croce» per le situazioni conclusive e la preghiera finale Grazie fin d’ora a quanti collaboreranno alla buona riuscita di questo gesto comunitario di fede e di preghiera.

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