Da “COMUNITÀ PARROCCHIALE SS.TRINITA” – 18 febbraio 2018

Da “COMUNITÀ PARROCCHIALE SS.TRINITA”18 febbraio 2018
settimanale della parrocchia omonima di via Terraglio

Nell’articolo di fondo di don Angelo Favero trovo il riscontro di tutta la mia tristezza, il mio sconforto, la mia delusione e della mia rabbia nei riguardi dei protagonisti delle prossime elezioni. A rincarare poi la dose di questa ribellione contribuisce l’articolo successivo del foglio parrocchiale intitolato “Privilegi dei parlamentari” che svela il vero motivo di tanta smania di voler “mettersi a servizio del Paese”,

Non pubblico poi, per non arrivare alla follia e alla disperazione, l’articolo che segue “La nostra vita dopo il 4 marzo” nel quale non primeggia in realtà l’ironia, ma il sarcasmo e l’irrisione. Mentre non condivido l’articolo di Graziano Duso, che pur rifacendosi a certi “peccati” commessi in passato dalla Chiesa, non riconosce la bellezza del nuovo corso impresso da Papa Francesco.

don Armando

Questo nostro tempo

Andrò a votare perché la coscienza, da come in famiglia e nella chiesa mi è stata formata, non mi permette alcuna devianza ma ci andrò tanto mal volentieri anche se sono sempre convinto che in democrazia vale la pena di scegliere talora o spesso il male minore.

Una campagna elettorale tanto squallida non la ricordavo proprio e sì che non sono più giovane. Per diverso tempo ho creduto nei valori cristiani incarnati in un partito, poi ho sognato con l’intelligenza ad una società diversa fatta a misura d’uomo priva di ingiustizie e di profonde diversità, poi con il crescere dell’età mi sono convinto che valeva la pena di cercare in concreto le situazioni che fossero meno distanti dai sogni di onestà diffusa e di eguaglianza in ogni settore della società. Vorrei dire che le ho provate tutte; mi mancava solo questa.

Siamo di fronte ad una legge elettorale fatta apposta perché non vinca nessuno, almeno non vinca l’avversario politico; ci vengono presentate delle liste elettorali prefabbricate a misura di capi, di fazioni, di interessi localistici; si prefigura una classe politica di bassissimo livello con idee strampalate a misura di comici in ogni partito; e tutti i partiti hanno finora giocato ad illudere i votanti con promesse mirabolanti sapendo essi stessi per primi che si tratta di promesse impossibili da realizzare e collocabili solo nell’ambito dei sogni.

Qualcuno s’è preso la briga di conteggiare quanto capitale sarebbe necessario per realizzare tutte le balle di promesse che ci sono state presentate per queste elezioni: è uscita una cifra enorme carica di miliardi di euro tanto che tale cifra non ci starebbe in una pagina di quaderno. Come si fa ad affidare le sorti dell’Italia così mal ridotta a teste politiche tanto strampalate? E non è che l’Europa stia meglio.

Guardavamo con invidia alla solidità politica ed economica della Germania ma ora vediamo che la stessa Germania molto a stento dopo vari mesi dalle elezioni è forse riuscita a mettere in piedi un governo di cui non si conosce la solidità.

L’Europa è contrassegnata da enormi divisioni e la causa sta nella superficialità con cui si è proceduto nelle aggregazioni dei vari Stati; è venuta meno la spinta iniziale dovuta a personaggi di alto profilo intellettuale e morale con solo sei Stati che avevano capito che per superare una storia millenaria di guerre e scontri fratricidi nel cuore dell’Europa stessa era necessario procedere alla convergenza dei valori che stavano alla base della stessa civiltà europea. Vi ripeto che andrò a votare e, su indicazione di Montanelli, mi turerò il naso e voterò con il criterio del male minore nella certezza che di questa scelta dovrò molto probabilmente pentirmene.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.