Da “INSIEME !” – 18 febbraio 2018

Da INSIEME !” – 18 febbraio 2018
settimanale della comunità cristiana SS. Martino e Benedetto di Campalto

Di questo periodico mi piace sottolineare gli apporti di “giornalisti parrocchiali” anziani e giovani. Mentre auspicherei una versione grafica più ariosa e moderna, sottolineo ancora una volta la preziosità di questi contributi da parte di membri della comunità.

Il primo è di una certa Rossella (credo che sia una persona quanto mai nota in parrocchia, però mi piacerebbe che si “compromettesse” totalmente aggiungendo pure il cognome), la quale tratta in maniera viva e sentita il discorso della quaresima per la cristianità di oggi.

Il secondo è di un vecchio amico della San Vincenzo, Ilario Biasetton, che narra le origini coraggiose del nuovo complesso parrocchiale: chiesa, patronato e canonica.

C’è pure da leggere “Il carnevale in patronato” che a Campalto si realizza, come altre attività, in collaborazione col quartiere.

don Armando

UNA NUOVA CHIESA PER UNA CHIESA NUOVA

Don Ivano fece una bella esposizione, spalleggiato da alcuni di noi, si aprì un lungo dibattito dovuto soprattutto alla avversioni di pochi contrari che a loro la chiesa non interessava per niente.

Alla fine di molte discussioni si decise di votare per alzata di mano se si o no alla nuova chiesa. Con nostra meraviglia e grande gioia il si venne approvato dalla quasi totalità dei tanti presenti. Venne poi fissata una quota mensile per ogni famiglia aderente all’opera, che noi uomini e donne di Azione Cattolica, in coppie divise per zone, ci impegnammo ad andare a riscuotere. Il più sembrava fatto, invece no dovevamo trovare il sito disponibile e qui le cose si complicarono perché uno spazio abbastanza grande, centrale e adeguato alle nostre esigenze, nessuno ce lo voleva vendere. C’è voluto tutto l’impegno e la caparbietà di don Ivano se l’impresa riuscì. Poi trovati i finanziamenti tra permuta di terreno, vendita della canonica e mutuo, venne presentato e presto approvato il progetto complessivo. Nel 1965 iniziarono i lavori, il 28 giugno 1966 posa della prima pietra e il 17 settembre 1967 il cardinal Urbani venne a inaugurare la chiesa, canonica e patronato, per la gioia di tutti. Gran festa con pesca di beneficenza, banchetti, palloncini e tanta allegria. Tanta gioia anche per quanti con entusiasmo e dedizione si impegnarono in modi diversi per la realizzazione di tutto il complesso e in così poco tempo.

È proprio vero: “Se il Signore non costruisce la casa, invano faticano i costruttori” (salmo 126), per cui un primo grazie va rivolto proprio al buon Dio. Un altro grazie e una preghiera riconoscente a don Ivano, primo artefice dell’opera e ai tanti collaboratori che con lui riposano in cielo. E se volete anche un pensierino a quei pochi rimasti a testimonianza di quanto realizzato.

Ilario Biasetton

…PER ASCOLTARE E TESTIMONIARE…

Tornare alla fonte per essere fonte

Con il mercoledì delle ceneri è iniziata la Quaresima, itinerario verso la Pasqua, quaranta giorni in cui facciamo memoria del cammino di quarant’anni anni, che hanno fatto gli ebrei nel deserto dopo che il Signore li aveva liberati dalla schiavitù dell’Egitto.

Un tempo di grazia, di energia spirituale perché ci viene data la possibilità di ritornare al Signore per una nuova vita segnata dall’amore.

Per noi, qui a Campalto, è un tratto di strada che ci permette di sviluppare il nostro cammino comunitario delineato dall’Assemblea parrocchiale: nell’anno in cui festeggiamo i 50 anni della Chiesa di san Benedetto, proponiamo di vivere la Parrocchia come una grande Comunità formata da piccole comunità che vivono tra loro la fraternità e la prossimità e che si radunano alla stessa mensa nell’Eucaristia domenicale.

Questo cammino realizza quello del tempo di Avvento-Natale dove abbiamo individuato e preparato gli spazi nelle nostre case, luoghi famigliari di vita e condivisione quotidiana che Gesù è venuto ad abitare. Possiamo allora immaginare la nostra Comunità come un condominio composto da tanti appartamenti che vogliamo rendere abitati creando legami autentici.

Papa Francesco, nel suo messaggio per la Quaresima, si dice molto preoccupato per una società con un cuore freddo, di pietra, che spegne ogni forma di amore e relazione tra gli uomini, che esclude e raffredda le nostre Comunità.

Vorremmo allora, durante questa Quaresima, rendere la nostra Comunità parrocchiale più calda e per far ciò riteniamo necessario cambiare il nostro modo di vivere il trovarci assieme, ossia non solo per “fare qualcosa”- che è molto importante – ma anche per vivere tra di noi la potenza dirompente delle relazioni vere, così da trasformare il nostro cuore di pietra in cuore di carne, per volersi bene, aiutarci, ascoltarci, godere del piacere di stare assieme, divertirsi.

, Chi sono queste piccole comunità ? Semplice, sono tutti i nostri gruppi impegnati, a seconda del proprio specifico, dentro la Comunità con ruoli e modalità differenti.

Il Papa, sempre nel messaggio per la Quaresima, mette in guardia dai falsi profeti, li chiama incantatori di serpenti che approfittando delle emozioni umane, illudono e rendono schiavo l’uomo. Provocati da questo, ci siamo lasciati guidare dalla Liturgia quaresimale, individuando nei veri Profeti i credenti dell’Antico Testamento, che ogni domenica ci aiuteranno a scoprire la fedeltà di Dio, a guardare al Maestro Gesù che compie la storia d’amore con l’uomo. Ci viene inoltre suggerito un atteggiamento affinché, ogni piccola comunità, secondo la propria peculiarità e col proprio stile, provi in questi 40 giorni a trovare nuovi e diversi modi per stare assieme e scaldarsi nell’amicizia e nella fraternità.

Tornare alla fonte, cioè a Gesù, per tornare ad essere fonte” e rigenerarsi per i nostri ragazzi, le nostre famiglie, il nostro quartiere. L’arcobaleno che realizzeremo in Chiesa sarà per noi il segno che, come “dopo la tempesta arriva il sereno”, così le nostre inimicizie si trasformeranno in fraternità e prossimità.

La Comunità fa anche delle proposte individuali: la preghiera che Papa Francesco definisce: “un dolce rimedio per la nostra vita, per cercare consolazione in Dio e scoprire ancora una volta che Egli è nostro Padre e vuole per noi la vita”. Per gli adulti sarà a disposizione un sussidio giornaliero (vi chiediamo di prenderlo e di utilizzarlo!), mentre nelle famiglie recuperiamo il dado di preghiera consegnato in Avvento. Per i ragazzi delle medie, ci sarà un sussidio individuale e sarà consegnato ad ogni bambino e ragazzo un braccialetto tipo quelli della fortuna, che ricorda l’arcobaleno, come promemoria del tempo di Quaresima. Rilanciamo con forza la raccolta domenicale di generi alimentari che la S. Vincenzo distribuirà ai I nostri poveri.

Rosella

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