Da “SEGNO DI UNITÀ” – 11 febbraio 2018

Da SEGNO DI UNITÀ – 11 febbraio 2018
periodico della parrocchia Santa Maria della pace di Bissuola

In questo numero sottolineo l’invito marcato al digiuno quaresimale, un invito di cui non c’è quasi cenno negli altri periodici parrocchiali.

Il digiuno è certamente poco per vivere la Quaresima con spirito di fede, ma il niente è ancora una volta peggio del poco.

Segnalo pure la cronaca di un’uscita degli adolescenti di questa comunità. Certe esperienze forti lasciano un segno indelebile nelle coscienze e quindi è quanto mai opportuno fornirne l’occasione.

don Armando

DIGIUNO E ASTINENZA

Mercoledì 14 febbraio, inizio della Quaresima,
giorno di imposizione delle “Ceneri”, come per il Venerdì Santo, c’è l’obbligo del digiuno nonché dell’astensione dalle carni. Nei venerdì di quaresima vige solo quest’ultima norma. Il digiuno è segno della nostra astinenza dal peccato, come dice sant’Agostino: “il digiuno veramente grande, quello che impegna tutti gli uomini, è l’astinenza dalle iniquità, dai peccati e dai piaceri illeciti del mondo,…”.

Indicazioni pratiche

– il mercoledì delle ceneri e il venerdì santo sono giorni di digiuno dal cibo e di astinenza dalla carne e dai cibi ricercati o costosi,

– i venerdì di Quaresima sono giorni di astinenza dalla carne e dai cibi ricercati o costosi,

– negli altri venerdì dell’anno, i fedeli possono sostituire l’astinenza dalla carne con altre opere (cioè azioni) di carattere penitenziale.

– al digiuno sono tenuti i fedeli dai diciotto anni compiuti ai sessanta incominciati; all’astinenza dalla carne i fedeli che hanno compiuto i quattordici anni.

– anche coloro che non sono tenuti all’osservanza del digiuno, i bambini e i ragazzi, vanno formati al genuino senso della penitenza cristiana.

Più ampie considerazioni nel documento “Il senso cristiano del digiuno e dell’astinenza” della C.E.I., 4.10.1994

il campo invernale a Calalzo
DIARIO IN BRICIOLE

Finalmente dopo un lungo viaggio in macchina siamo arrivati a Calalzo di Cadore ed in seguito all’ostello “La lunga via delle Dolomiti” dove alloggiavamo. Dopo aver sistemato i nostri bagagli ci siamo vestiti da neve per andare a giocare nel campo di calcio adiacente all’edificio; nevicava, nevicava tanto, ma proprio tanto! Mentre i nostri animatori decidevano cosa far fare a noi ragazzi, abbiamo iniziato a giocare in svariati modi: chi con le palle di neve, chi con pupazzi e angeli di neve e chi con dei placcaggi. Gli animatori ci hanno proposto di giocare a tris sulla neve e ci hanno diviso a fatica in due squadre.

La mattina del 28, dato che non siamo potuti uscire per il brutto tempo, abbiamo guardato il film “Il pianeta del tesoro” che parla del sogno di un ragazzo di trovare il pianeta del tesoro. Anche grazie a questo film abbiamo potuto riflettere sul tema proposto: la perla preziosa. Infatti anche noi cerchiamo qualcosa nella vita, la nostra perla preziosa.

Sempre il 28 dicembre, dopo pranzo, siamo andati a Cortina per un’uscita improvvisata per il brutto tempo mattutino; là abbiamo potuto vedere la ricchezza montana e ci siamo fatti una bella foto.

Il giorno seguente siamo andati a Sappada dove la mattina abbiamo partecipato ad una ciaspolata di gruppo immersi nella natura incontaminata delle montagne, mentre il pomeriggio l’abbiamo passato a Nevelandia tra giochi, slittini e neve.

Il pomeriggio del terzo giorno (29/12/2017) i nostri animatori hanno organizzato l’esperienza del “deserto” che era divisa in tre momenti: la visione di uno spezzone del film “una settimana da Dio”, l’ascolto delle canzoni “La perla preziosa” dì Marcello Marrocchi e “Ci sono anche io” di Max Pezzali, infine alcuni spunti tratti da una catechesi di Papa Francesco. Grazie a queste attività abbiamo provato a capire che cosa sia veramente importante per noi nella vita e a tralasciare il superfluo.

Le serate cominciavano con un quarto d’ora di tempo libero nel quale uno dei tre gruppi si occupava di sparecchiare e lavare i piatti dopo la cena. Al termine ci raggruppavamo e ci organizzavamo per la serata che consisteva in vari giochi. L’ultima sera, invece, abbiamo

organizzato noi le attività da svolgere: i tre gruppi si sono radunati e hanno scelto diversi giochi.

La sera del secondo giorno le tre squadre Artuso, Bignè e Cannoli si sono radunate in cerchio per assistere all’ambientazione di un giallo: un urlo nella penombra ha squarciato il silenzio e così noi ragazzi siamo accorsi per vedere cosa fosse successo. Abbiamo trovato la proprietaria di una villa (magistralmente interpretata dalla mitica Iole) distesa morta su un letto. Con vari indizi raccolti dai vari personaggi dopo aver superato alcune prove, le squadre hanno avanzato le loro ipotesi su assassino, arma e movente.

Dopo le serate di giochi ci radunavamo in cerchio per un momento di preghiera, la compieta e lo stesso ogni mattina per la preghiera delle lodi. Oltre alla preghiera accompagnata da chitarre, canti e pianoforte abbiamo fatto alcune attività tra cui una che riguardava la conversione di vita di persone famose come Max Laudadio, Nek e suor Anna Nobili.

L’attività consisteva nel presentare agli altri gruppi uno di questi personaggi, introducendo la sua vita prima e dopo l’incontro con Gesù. Questa esperienza è servita a notare come la vita di ogni persona possa riservare sorprese.

Ringraziamo gli animatori per averci sopportato, i cuochi per averci sfamato e don Massimiliano per la sua simpatia che ci ha accompagnato. In più vogliamo ringraziare Anna Miani che, di sua spontanea volontà, è venuta a condividere con noi questa esperienza.

I giovanissimi

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