Da “CAMMINIAMO ASSIEME” – 11 febbraio 2018

Da CAMMINIAMO ASSIEME – 11 febbraio 2018
settimanale delle parrocchie di San Pietro e Sant’Andrea di Favaro Veneto

Il foglio è dedicato alla Quaresima. Si apre con una breve introduzione del parroco che poi lascia la parola a don Antonino Bello, il defunto santo vescovo di Molfetta e a Papa Francesco per parlare più diffusamente e meglio di questo periodo liturgico che ci prepara alla Pasqua di Resurrezione.

Riporto i pensieri del Papa perché più facile ad essere compreso.

don Armando

MESSAGGIO DEL PAPA PER LA QUARESIMA

Come ogni anno Papa Francesco rivolge a tutti i cristiani un messaggio per l’inizio del tempo di Quaresima. Il titolo del messaggio di quest’anno è: «Per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti» (Mt 24,12) E spiega con una immagine tratta dalla poesia che cosa intenda:

Dante Alighieri,nella sua descrizione dell’inferno, immagina il diavolo seduto su un trono di ghiaccio; egli abita nel gelo dell’amore soffocato. Ma soprattutto si chiede: Cosa fare? E risponde proponendo le tre vie tipiche del tempo di quaresima!

Se vediamo nel nostro intimo e attorno a noi i segnali appena descrìtti, ecco che la Chiesa, nostra madre e maestra, assieme alla medicina, a volte amara, della verità, ci offre in questo tempo di Quaresima il dolce rimedio della preghiera, dell ‘elemosina e del digiuno. Dedicando più tempo alla preghiera, permettiamo al nostro cuore di scoprire le menzogne segrete con le quali inganniamo noi stessi,( 5) per cercare finalmente la consolazione in Dio.

Egli è nostro Padre e vuole per noi la vita.

L ‘esercizio dell’ elemosina ci libera doli ‘avidità e ci aiuta a scoprire che l’altro è mio fratello: ciò che ho non è mai solo mìo. Come vorrei che l’elemosina si tramutasse per tutti in un vero e proprio stile di vita! Come vorrei che, in quanto cristiani, seguissimo l’esempio degli Apostoli e vedessimo nella possibilità di condividere con gli altri i nostri beni una testimonianza concreta della comunione che viviamo nella Chiesa.

A questo proposito faccio mia l’esortazione di san Paolo, quando invitava i Corinti alla colletta per la comunità di Gerusalemme: «Si tratta di cosa vantaggiosa per voi» (2 Cor 8,10). Questo vale in modo speciale nella Quaresima, durante la quale molti organismi raccolgono collette a favore di Chiese e popolazioni in difficoltà. Ma come vorrei che anche nei nostri rapporti quotidiani, davanti a ogni fratello che ci chiede un aiuto, noi pensassimo che lì e ‘è un appello della divina Provvidenza: ogni elemosina è un ‘occasione per prendere parte alla Provvidenza di Dio verso i suoi figli; e se Egli oggi si serve di me per aiutare un fratello, come domani non provvederà anche alle mie necessità, Lui che non si lascia vincere in generosità?(6)

Il digiuno, infine, toglie forza alla nostra violenza, ci disarma, e costituisce un ‘importante occasione di crescita. Da una parte, ci permette di sperimentare ciò che provano quanti mancano anche dello stretto necessario e conoscono i morsi quotidiani dalla fame; dall’altra, esprime la condizione del nostro spirito, affamato di bontà e assetato della vita di Dio. Il digiuno ci sveglia, ci fa più attenti a Dio e al prossimo, ridesta la volontà di obbedire a Dio che, solo, sazia la nostra fame. Vorrei che la mia voce giungesse al di là dei confini della Chiesa Cattolica, per raggiungere tutti voi, uomini e donne di buona volontà, aperti all’ascolto di Dio. Se come noi siete afflitti dal dilagare dell’iniquità nel mondo, se vi preoccupa il gelo che paralizza i cuori e le azioni, se vedete venire meno il senso di comune umanità, unitevi a noi per invocare insieme Dio, per digiunare insieme e insieme a noi donare quanto potete per aiutare i fratelli!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.