La giuste parole di Obama sulla crisi economica

Qualche tempo fa, quando qualcuno cominciava già ad essere preoccupato perché pareva che calassero i consumi, scrissi un mio modesto parere in proposito. Dissi che il segnale a me sembrava promettente ed incoraggiante, un po’ perché convinto che lo spreco sia veramente un sacrilegio in un mondo in cui una notevole parte dell’umanità muore letteralmente di fame e dall’altra perché sono decenni che si levano voci per condannare il nostro mondo consumistico ed ora che pare che cominci a perdere colpi non c’è che da esultare.

Quando scrissi però queste mie considerazioni, lo feci con preoccupazione e in punta di piedi perché, a cominciare dal nostro capo di governo e per continuare con illustri economisti, si sentiva un coro di voci che invece invitavano ad avere fiducia e a continuare a sostenere i consumi!

Non è che io mi lasci condizionare troppo da quello che pensa l’opinione pubblica, però sono stanco di sentirmi isolato e solitario nel presentare le mie opinioni, non essendo nè un sociologo nè un economista.

In verità sono convinto che potremo benissimo dimezzare i consumi, così non si perderebbe tempo per frequentare le palestre per diminuire di peso, le città non sarebbero intasate all’inverosimile di automobili, l’aria sarebbe più respirabile e la coscienza più tranquilla verso chi mangia troppo poco perché il mondo occidentale, che è lo sprecone e il dissipatore di ricchezza, lo depreda dei suoi prodotti e lo ha ridotto alla fame.

Oggi però mi è giunta una voce che mi ha confortato alquanto e mi ha fatto sentire meno solo e meno ingenuo. I soliti osservatori sociali affermano che una delle parole più usate in questo tempo da Obama, il neo presidente americano che rappresenta il Mosè del nostro tempo che tutti sperano che ci aiuti a passare il Mar Rosso, è la parola “sobrietà”

Bravo presidente se continuerai su questo tono faremo tanta strada assieme!

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