Da “L’INCONTRO” – 21 gennaio 2018

Da L’INCONTRO” – 21 gennaio 2018
settimanale della Fondazione Carpinetum dei Centri don Vecchi

La redazione aveva fatto il proposito di dare un’impostazione monografica al periodico, ma constato con piacere che sempre più di frequente esso esce da questa gabbia che gli sta un po’ stretta per spaziare più liberamente sugli argomenti del giorno.

Di questo numero segnalo l’articolo di Alvise Sperandio sulle prossime elezioni, quello più amaro di don Fabio Bonini sullo svuotamento delle chiese e delle associazioni del mondo cattolico veneziano e quello toccante di Federica Causin sul mondo della disabilità.

Mi permetto infine di riportare l’intera pagina 11 dalla quale si può constatare con quale amore e generosità Mestre si fa carico della grande impresa dei Centri don Vecchi.

don Armando

L’analisi
Un voto per il bene comune
di Alvise Sperandio

Mancano meno di due mesi alle elezioni politiche e i vari partiti promettono mari e monti A loro la Fondazione Carpinetum chiede credibilità e attenzione al suo impegno per la città.

Spegniamo la tivù. Non viene in mente altra reazione di fronte al florilegio di sparate su cui i leader dei partiti si stanno esercitando con rara bravura in questi giorni, in tutti i programmi. Verrebbe anche da dire: speriamo proprio che il 4 marzo arrivi presto, perché già non se ne può più. Proposte che non stanno né in cielo né in terra, veicolate solo per carpire l’attenzione dell’opinione pubblica e catturare il consenso della gente. Proposte del tutto irrealizzabili per il semplice motivo che altrimenti sarebbero già state fatte e se fossero state fatte il sistema Paese, dal punto di vista dell’equilibrio economico-finanziario, non sarebbe più rimasto in piedi. Di fronte a questo “spettacolo” sembra già dimenticato l’appello rivolto a fine anno dal Presidente della Repubblica alle forze politiche ad essere credibili.

Certe boutade sono un’offesa all’intelligenza delle persone che evidentemente qualcuno pensa deficienti, nel senso etimologico di mancanti di qualcosa. E invece la maggior parte della gente il cervello non lo vuole spegnere e desidera arrivare alle urne ad esprimere un voto consapevole per chi intenda impegnarsi a fare qualcosa di buono.

Della crisi della politica si dibatte già da tanti anni, eppure raramente si sente chi per primo l’ha provocata, i politici stessi, in tanti casi maestri dell’incoerenza e del tornacontismo, fare un minimo di mea culpa che non sia pura retorica. Al massimo qualche ritornello propinato furbescamente per farsi belli, salvo poi smentirsi nei fatti.

Non sorprende, dunque, la disaffezione, destinata inevitabilmente a crescere in un andazzo che peggiora ancora di più di fronte a passaggi cruciali, come la scelta dell’ultima legge elettorale. Il Rosatellum detta le regole della partita senza fare chiarezza e di fatto privando l’elettore del potere di scegliere chi governerà, alla faccia della tanto sbandierata frase “non si può non sapere chi ha vinto la sera stessa delle elezioni”. Un minuto dopo i risultati comincerà il balletto sulle alleanze ovviamente con la logica del do ut des.

Giusto per dirne una: quanti si presentano alle elezioni nello schieramento avverso rispetto a quello in cui erano stati eletti la volta scorsa? A volte torna il sospetto che ci sia l’interesse a che la situazione non cambi perché più il livello è basso e più c’è libertà di movimento per chi intende farsi sempre e solo gli affari propri. Non è questa la sede per entrare nel merito delle sparate più grosse di questo periodo. Sarebbe una carrellata desolante né la Fondazione Carpinetum intende sbilanciarsi in indicazioni di voto, neppure indirettamente. C’è però la pretesa forte che alla fine di questo mese chi entrerà in lista a chiedere la preferenza degli italiani sia degno dell’incarico che andrà a ricoprire e si impegni per il bene comune. La Fondazione Carpinetum si prende cura di due fasce fragili della popolazione, gli anziani e i poveri, sempre pronta a dialogare con approccio costruttivo con chi amministra il Comune e la Regione.

L’auspicio è che anche i parlamentari che saranno chiamati nella prossima legislatura a rappresentare il nostro territorio tengano conto di questa azione sociale e caritativa offerta a beneficio della città, con vantaggi considerevoli anche per gli enti pubblici che altrimenti dovrebbero provvedere da sé. La Fondazione Carpinetum lo fa grazie al contributo di tante persone generose e di buona volontà e, soprattutto, con quella credibilità che oggi più che mai è richiesta anche alla politica.

Il punto di vista
La Chiesa nella società
di don Fausto Bonini

Sempre meno persone frequentano la Messa e mentre le iniziative di carità non mancano si avverte un sostanziale vuoto di partecipazione alla costruzione dell’opinione pubblica

Chiese sempre più deserte
Alla fine dell’anno scorso il quotidiano La Nuova Venezia ha pubblicato il resoconto di una ricerca condotta da Community Media Research sulla religiosità degli italiani. Molti di voi l’avranno letta. Nessuna sorpresa comunque, ma numeri precisi su una situazione che non può sfuggire a qualsiasi osservatore. Per quanto riguarda il Veneto la maggioranza si dichiara ancora cattolica (68%), ma la frequenza con assiduità alla Messa domenicale sta scendendo in modo precipitoso: dal 35% del 2010 siamo passati all’attuale 25%. In tutto il Veneto, però. Nelle città, invece, la percentuale diminuisce ancora e la situazione sta diventando preoccupante anche a Mestre e Venezia.

Le chiese sono sempre più deserte, tranne nelle grandi occasioni e nei funerali importanti. Ho l’impressione che ci si stia rassegnando anziché reagire positivamente. I luoghi di culto sono troppi e non si sa come gestirli. I “don” sono sempre meno e sempre più impegnati sul versante del culto. Non avanza tempo per evangelizzare. Con buone eccezioni, però, di parrocchie vivaci e attive dove c’è un parroco che non si rassegna alla situazione presente, esce sul territorio, affronta i problemi della gente e sollecita chi di dovere a fare scelte che diano risposte ai veri problemi.

Frenare la “fuoriuscita” e diventare “Chiesa in uscita”

Essere “Chiesa in uscita”. A questo ci richiama l’invito costante di papa Francesco e, per fortuna, sul versante della carità la nostra Chiesa gode ottima salute. Asili parrocchiali, scuole cattoliche, mense, dormitori, sostegno ai più poveri, assistenza domiciliare e ospedaliera, catene di solidarietà, aiuto ai migranti, assistenza scolastica, carità parrocchiale: su questo i cristiani sono sicuramente i primi della classe. Ma poi non contiamo niente sulle scelte politiche e sociali. Siamo i “tappabuchi” della società disinteressata ai problemi dei più poveri. Ma tappare i buchi non risolve i problemi. Se non si cambia il modo di pensare di chi gestisce il potere, le situazioni negative non troveranno risposta. Essere “Chiesa in uscita” significa soprattutto essere presenti e operativi sul piano delle scelte di fondo, partecipare alla costruzione di un’opinione pubblica che metta al centro la persona con i suoi problemi. Su questo versante, purtroppo, la nostra Chiesa è afona, senza voce. Parla il “pastore”, ma non parlano le “pecore”. La situazione è di una quasi totale insignificanza.

L’assenza del mondo cattolico veneziano
Ho aperto questa mattina l’annuario del Patriarcato di Venezia nel settore Associazioni, Enti ed Istituzioni. C’è da perdersi fra le sigle, ma l’impressione è che si tratti in molti casi del ricordo del “caro estinto”. Un deserto seminato di lapidi. Faccio qualche esempio. A.I.M.C. che significa Associazione Italiana Maestri Cattolici: vi risulta che il gruppo di Venezia abbia suggerito qualche idea sulle problematiche della scuola primaria? A.M.C.I, che significa Associazione medici Cattolici Italiani: siete al corrente di qualche dichiarazione del gruppo veneziano relativa ai problemi della salute dei cittadini? Salto verso la fine del prontuario e trovo U.C.I.D. che significa Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti e poi U.C.F.I. che significa Unione Cattolica Farmacisti Italiani, U.C.I.I.M. che significa Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi, U.G.C.I. che significa Unione Giuristi Cattolici Italiani. Sapete che cosa pensano queste associazioni sui vari temi di loro competenza in relazione al nostro territorio? Nessuno lo sa. Semplicemente perché non pensano. Chiudo e chiedo scusa a queste associazioni che ho citato. Non si preoccupino, si trovano in buona compagnia.

Pensieri a voce alta
Storie belle
di Federica Causin

Guardo volentieri i programmi che si occupano di disabilità, perché mi interessa vedere come viene affrontato il tema e soprattutto perché mi piace ascoltare voci diverse dalla mia. A volte lo zapping fa scoprire cose davvero interessanti!

Qualche settimana fa mi sono imbattuta in Inviati speciali, una serie di interviste che è stata trasmessa su Rai 3. Gli inviati speciali sono: un giornalista rimasto in carrozzina dopo un incidente in moto, la madre di un ragazzo autistico, una giovane ballerina e pittrice senza braccia e due professionisti normodotati con la passione per le storie “differenti”. Il loro modo di raccontare mi è piaciuto fin da subito perché sono stati misurati, discreti, precisi come solo chi si è documentato sa essere, e soprattutto partecipi senza scivolare nel pietismo, che non aiuta a creare e a diffondere la cultura della diversità.

Sono entrati in punta di piedi nel mondo degli intervistati, senza sensazionalismo e con la volontà di far conoscere esperienze straordinarie nella loro normalità. Si è parlato di sport e amicizia, della possibilità di fare impresa con la disabilità, di affinità che vanno oltre la forma del corpo e diventano il fondamento di un amore con la “A” maiuscola e di un’arte fruibile anche per i non vedenti. Nella storia di Fabrizio, affetto da tetraparesi spastica, del gruppo di amici che hanno assunto il ruolo di “spingitori” per permettergli di partecipare alle maratone pur essendo in carrozzina, e della sua mamma intraprendente e combattiva che ha sempre creduto in una normalità possibile per lui, che comunica soltanto con gli occhi, ho ritrovato una determinazione che conosco bene perché mi ha accompagnato finché crescevo. Lui, grazie a un computer che traduce i suoi pensieri; si è laureato in filosofia e lo sport gli ha regalato l’emozione di tagliare il traguardo assieme agli amici che lo aiutano a essere “diversamente normale” nella quotidianità.

Mentre ascoltavo la sua esperienza, mi sono resa conto di aver sempre dato per scontata la possibilità di comunicare con la parola che, invece, è un dono molto prezioso. Ho riflettuto anche sull’importanza della legge per il cosiddetto “dopo di noi” che dovrebbe garantire alle persone con disabilità motorie gravi o intellettive, che non possono più contare sulla presenza dei genitori o di altri familiari, di avere un supporto.

Purtroppo lo stanziamento di fondi non ancora erogati ha creato un vuoto che finora è stato colmato soltanto da iniziative private.

Lo stesso spirito imprenditoriale ha animato la mamma di un ragazzo autistico che ha deciso di trasformare una villa di famiglia in un albergo etico, dove lavoreranno sette ragazzi accompagnati da alcuni tutors. Ma della “Casa di Toti” e delle altre storie vi racconterò la prossima settimana. (1/continua)

Per trasparenza
La Cittadella della solidarietà
Sottoscrizione cittadina a favore della costruzione della nuova opera di bene

  • Sono stati sottoscrìtti quattro quinti di azione, pari a €40, per ricordare i defunti: Giuseppe, Giselda, Pierina ed Elsa.
  • Il figlio del defunto Bruno Giusto ha sottoscritto due azioni, pari a € 100, per onorare la memoria di suo padre.
  • I coniugi Sandro Merelli e Luciana Mazzer hanno sottoscritto un’azione, pari a € 50.
  • La signora Gemma Pavanello ha s sottoscritto un’azione, pari a € 50.
  • La signor Angelina Hoffer ha sottoscritto quasi mezza azione, pari a € 20.
  • II signor Antonio Vedovato ha sottoscritto quasi mezza azione, pari a € 20.
  • La signora Maria Abissini ha sottoscritto quasi mezza azione, pari a € 20.
  • La signora Marìuccia Buggio ha sottoscritto quasi mezza azione, pari a € 20.
  • La signora Veronese Ermenegilda ha sottoscritto quasi mezza azione, pari a € 20.
  • La signora Teresa Volpato ha sottoscritto quasi mezza azione, pari a € 20.
  • La signora Pasquali Nives ha sottoscritto quasi mezza azione, pari a € 20.
  • La signora Marisa Costantini ha sottoscritto quasi mezza azione, pari a € 20.
  • La signora Annamaria Di Nunzio ha sottoscritto quasi mezza azione, pari a € 20.
  • La signora Luigia Fantinato ha sottoscritto quasi mezza azione, pari a € 20.
  • La signora Bianca Semenzato ha sottoscritto o quasi mezza azione, pari a € 20.
  • La dottoressa Federica Causin ha sottoscritto quasi mezza azione, pari a € 20.
  • La figlia del defunto Pino ha sottoscritto mezza azione abbondante, pari a € 30, in memoria di suo padre.
  • Una signora ha sottoscritto quasi mezza azione, pari a € 20, per ricordare i suoi genitori: Annunziata ed Enrico.
  • È stata sottoscrìtta quasi mezza azione, pari a € 20, in suffragio dei defunti: Mario e Amelia.
  • È stata sottoscritta quasi mezza azione, pari a € 20, in ricordo dei defunti: Giovanni, Maria e Claudio Barato.
  • La moglie del defunto Silvano ha sottoscritto mezza azione abbondante, pari a € 30, per ricordare il marito.
  • La signora Lovorìno ha sottoscritto un’azione, pari a € 50, in memoria dei defunti: Silvano, Ennio, Valter e Amado.
  • Le famiglie Cangialosi e Scomparìn hanno sottoscritto un’azione, pari a €50, in memoria della loro amata Maria.
  • La famiglia Tiso ha sottoscrìtto un’azione, pari a €50, in memoria di defunti Valter e Noemi.
  • La famiglia del defunto Luciano Costantini ha sottoscritto due azioni, pari a € 100, per onorare la memoria del loro caro congiunto.
  • La figlia del defunto Ferruccio Lucatello, in occasione del 39° anniversario della morte di suo padre ha sottoscrìtto un’azione, pari a € 50, per onorarne la memoria.
  • La nipote della defunta suor Alda Scarpa ha sottoscrìtto un’azione e mezza abbondante, pari a € 80, per onorare la memoria della cara zia.
  • È stata sottoscrìtta mezza azione abbondante, pari a € 30, per onorare la memoria dei defunti: Caterina, Valerio, Bruno e Luigino.
  • Il dottor Giancarlo Florio, ha sottoscrìtto come ogni mese, un’azione, pari a € 50, in ricordo di sua moglie Chiara.
  • Il marito della defunta Giuseppina Piccardi ha sottoscritto quasi mezza azione, pari a € 20, in memoria di sua moglie.
  • La figlia del defunto Paolino Bortolozzo ha sottoscritto due azioni, pari a € 100, al fine di onorare la memoria di suo padre.
  • La signora Enrichetta De Rossi ha sottoscrìtto mezza azione abbondante, pari a € 30.
  • Gli amici del defunto Renato Polacco hanno sottoscrìtto quasi mezza azione, pari a € 20, per ricordare questa persona a loro cara.
  • La signora Elisabetta Zerbo De Bei ha sottoscritto un’azione, pari a € 50.
  • La signora Esterina Pistollato ha sottoscritto un’azione, pari a € 50.
  • I signori Mirella e Paolo Silvestro hanno sottoscritto un’azione, pari a € 50.
  • La signora Franca Ferrari ha sottoscritto un’azione, pari a € 50.
  • I familiari della defunta Marisa hanno sottoscritto quasi mezza azione, pari a € 20, per onorare la memoria della loro cara scomparsa.
  • In occasione del V anniversario della morte della defunta Dorita la sua famiglia ha sottoscrìtto un’azione, pari a € 50, per ricordarla al Signore.
  • La famiglia Schena ha sottoscritto un’azione, pari a €50, in ricordo della loro cara congiunta.
  • La figlia della defunta Annamaria e nuora della defunta Leda ha sottoscrìtto due azioni, pari a € 100, per ricordare queste due persone che le furono molto care.
  • La famiglia del defunto Gianpaolo Bernardi ha sottoscritto un’azione, pari a €50, in memoria del loro caro scomparso.
  • La signora Marisa De Lazzari ha sottoscritto quasi mezza azione, pari a € 20.
  • La signora Liliana Chiesa ha sottoscritto quasi mezza azione, pari a € 20.
  • La signora Annamaria Osvaldi ha sottoscritto quasi mezza azione, pari a e 20.
  • Le signore Mina e Lucia hanno sottoscritto ciascuna quasi mezza azione, pari a € 20.
  • Suor Michela e Suor Teresa hanno sottoscritto due azioni, pari a € 100.
  • La signora Metope ha sottoscritto un’azione, pari a €50, per ricordare Gianfranco, il suo indimenticabile marito, e i defunti Rosa e Guerrino.
  • La nipote della defunta Bianca Maria Ricci ha sottoscritto due azioni, pari a € 100, per onorare la memoria della zia.
  • La signora Laura Sciancalepore Marton ha sottoscritto un’azione, pari a €50, per onorare la memoria del marito Sergio e della coinquilino Emilia.
  • La signora Wanda Moz Cettolin ha sottoscritto un’azione, pari a €50, in memoria dei defunti delle famiglie: Moz, Correr e Cettolin.
  • Suor Angela Salviato ha sottoscritto mezza azione abbondante, pari a € 30.
  • Una signora ha sottoscritto quasi mezza azione, pari a € 20.
  • La signora Wilma Marchiorì ha sottoscritto mezza azione abbondante, pari a € 30.
  • La signora Zelda Rocchi ha sottoscritto quasi mezza azione, pari a € 20.
  • La signora Giuditta Bagarotto ha sottoscritto quasi mezza azione, pari a € 20.
  • I tre figli della defunta Maria De Bortoli hanno sottoscritto tre azioni, pari a €150, per onorare la cara memoria della loro madre.

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