Da “LETTERA APERTA” – 24 dicembre 2017

Da “LETTERA APERTA” – 24 dicembre 2017
settimanale della parrocchia dei santi Gervasio e Protasio di Carpenedo

Don Gianni, il parroco, citando il giornalista Massimo Gramellini, non spezza solamente una lancia ma tutta la sua faretra contro uno dei tanti interventi di corto respiro di certi dirigenti scolastici i quali, preoccupati di non disturbare la cultura religiosa di extracomunitari o non credenti, sostituiscono i segni della cultura e della fede cristiana con formule insulse e prive di intelligenza. Il confronto di pensiero, di tradizioni e di religioni diverse è di certo utile per tutti.

L’intero periodico è, come sempre, ricco di iniziative e di riflessioni sulla vita spirituale, liturgica e pastorale.

don Armando

GESÙ CENTRO DEL NATALE

La cultura mondana offusca il senso del Natale e noi ci lasciamo andare a mille stupidaggini Spetta ai cristiani di ritrovare l’annuncio del Vangelo e quindi raccontarlo senza paura di divisioni.

Dorotea Russo, dirigente della scuola “Italo Calvino” di via Frigia (Milano), domenica 17 ha organizzato la “Grande festa delle buone feste”. Nessun riferimento al Natale, per non discriminare alcuno. Massimo Gramellini, giornalista acuto, scrive: “Quale enorme danno può creare nella psiche di un bambino la decisione arrogante, tipica della mentalità competitiva occidentale, di stabilire una gerarchia tra feste presunte grandi e feste medie, medio-piccole, festicciole e, non sia mai, festini…!”. E continua: “Anche la parola festa è senza rispetto verso chi non ha proprio nulla da festeggiare”.

In ogni caso, dunque, si finisce per urtare la sensibilità di qualcuno a meno che non si smetta di averne una di propria. “Nel mondo slavato dei non luoghi e delle non identità, l’unica soluzione è la negazione perpetua”, ha annotato Gramellini. Arriveremo alla versione “Non auguri di non buone feste di non Natale?”. Chi cerca “Natale” nelle immagini di Google trova palline, gatti, luci, stelle, renne, babbi Natale, pupazzi, alberi, vischio, campanelle, candele, slitte, neve, spumante, panettone, anche donne mezze nude, ma nessun Cristo Signore fra le prime 500 immagini.

La colpa è di noi cristiani che non conosciamo più la ragione della nostra fede. Se siamo di Cristo annunciamo il Natale del Vangelo. Se riduciamo la festa ad un banale “vogliamoci bene” e a una preghiera per la pace, anche il più struzzo dei tacchini sentirà che la fede è in agonia e chiederà che, in Italia, il cadavere del Cristianesimo venga sepolto. L’annuncio del Natale ha un’energia esplosiva: Cristo-Dio rinnova per noi la sua presenza nella storia, la guarisce, la risana e noi nasciamo come Suoi figli. Se questo non ci rallegra ci siamo oramai assuefatti a tutto.

don Gianni Antoniazzi

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