Da “SAN NICOLO’ E SAN MARCO” – 12 novembre 2017

Da “SAN NICOLO’ E SAN MARCO” – 12 novembre 2017
settimanale delle relative parrocchie di Mira

Una volta ancora segnalo gli appunti di don Gino e in particolare l’ultimo che riguarda il progetto delle parrocchie della riviera del Brenta di dar vita ad un “emporio della solidarietà”, un qualcosa che si rifà al “Polo solidale” del don Vecchi.

Mi fa particolarmente felice venire a sapere che queste parrocchie abbiano elaborato un progetto e creato un’associazione per approntarlo e gestirlo: “Il ponte solidale”.

Sono felice che finalmente la “carità” esca dai pulpiti per sporcarsi positivamente le mani per diventare “la bottega dei poveri”.

don Armando

Appuntì… di don Gino

PROFESSIONE: MENDICANTE
Questo appunto m’imbarazza un poco. D’altra parte, però, quando ci si trova di fronte a chi fa il mendicante per professione c’è anche una qualche reazione, non sempre positiva. Il mendicante per professione, dal lunedì al sabato è davanti al supermercato, la domenica mattina si sposta davanti alla chiesa, il pomeriggio, specie in queste settimane, è puntuale davanti al cimitero. Questa è la sua professione, o il suo “lavoro”. E’ giusto dare l’offerta? E’ giusto negarla? Ha veramente bisogno? Tutte domande che sono destinate a rimanere senza risposta, per cui ognuno si regola secondo la sua sensibilità.

Quella dell’apostolo Paolo era piuttosto severa: “chi non lavora neppure mangi!”. Meglio dare la monetina o versare alla Caritas un contributo mensile? La cassetta della Caritas che è posta in chiesa, ultimamente raccoglie offerte piuttosto scarse. Ma è con queste offerte che acquistiamo: latte, tonno, pasta, zucchero… che poi doniamo ai poveri, quelli che non lo fanno per professione. Pensateci voi cosa è meglio fare.

VICINI E LONTANI
Noi abbiamo i nostri criteri per definire chi è vicino o lontano dalla fede. I criteri del Signore sono piuttosto severi, e li abbiamo ascoltati proprio in queste domeniche. Di sicuro non sono “vicini” quelli che “dicono, ma non fanno”, o quelli che sì mettono in mostra, peggio ancora quelli che pretendono dagli altri ciò che non sono disposti a fare per primi, pronti a giustificare se stessi, ma giudici implacabili versò gli altri. C’è da fare un serio esame di coscienza. La tentazione di preferire le belle parole ai fatti concreti è in agguato per tutti, per i preti che sono chiamati a predicare il Vangelo, ma anche per chi lo ascolta, e il Vangelo è sempre una Parola scomoda per tutti, scomoda nel senso che vuole scomodarci dalle nostre comode posizioni. Ma chi cerca di viverlo sul serio può raccontare quanta gioia sgorga da un impegno serio di coerenza, ma anche quanta luce diffonde una vita che fa della coerenza tra il dire e il fare l’impegno quotidiano dell’essere “vicini” al Signore.

PONTE SOLIDALE
“Ponte solidale” è il nome dell’Associazione della Caritas Vicariale delle parrocchie di Mira, che sta portando avanti il progetto di costituire un “Centro servizi della Carità” che è destinato a svilupparsi in un Emporio di generi alimentari – un emporio di vestiti – un centro d’ascolto delle tante povertà presenti nel nostro territorio. Questo progetto è stato assunto da tutti i parroci del vicariato che hanno individuato nel primo piano del patronato di Mira Porte, il luogo ideale dove collocarlo. I progetti sono dei sogni belli ed entusiasmanti che, però, devono poi fare i conti con la realtà e la realtà più cruda sono i soldi. Ce ne vogliono parecchi per avviare questo progetto, per cui la Caritas si sta dando da fare con iniziative concrete (concerti, lotteria, gite ecc.), ma queste raccolgono solo gli spiccioli, per il resto contiamo sulla Provvidenza e sull’aiuto consistente di qualcuno che decida di dare una mano per questo progetto segno della carità delle nostre comunità cristiane.

don Gino Ciccutto

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