Da “LA BORROMEA” – 12 novembre 2017

Da “LA BORROMEA” – 12 novembre 2017
settimanale del Duomo di San Lorenzo

Pubblichiamo l’articolo di fondo del parroco, monsignor Gianni Bernardi che, una volta ancora, narra la storia del tempio votivo della Madonna della Salute e della chiesetta di via Torre Belfredo che già dal 1675 è diventata la succursale del tempio del Longhena per i mestrini.

don Armando

Festa della Madonna della Salute: il cielo che vigila sulla città

Il prossimo 21 novembre, come sapete, celebriamo la festa della Madonna della Salute. Per noi del patriarcato di Venezia è una festa importantissima. Lo è anche per quanti, già sudditi della Serenissima Repubblica, hanno conservato nelle loro tradizioni di fede il riferimento alla Vergine, madre del Signore Gesù, che ha liberato la città di Venezia e l’intero stato veneto dalla terribile epidemia di peste che stava portando ovunque morte e desolazione.

Sono sempre rimasto colpito dal fatto che il governo veneziano avesse deciso di compiere un atto pubblico di straordinaria importanza: il voto alla Vergine, a nome di tutto il popolo: espressione di una fede che oggi si fa fatica a trovare.

Un cronista ottocentesco, l’abate Giannantonio Moschini, scriveva: «poiché, se il cielo non prende in guardia la città, indarno i magistrati ne vigilano la conservazione: il Veneto Governo religiosissimo, nel tempo che provvedeva i mezzi umani di riparare il danno della pestilenza, soprattutto veniano invocando la protezione della Beata Vergine, sotto a’ cui auspicii era nata Venezia».

Di qui, in quell’anno fatale, la decisione di dedicare una nuova chiesa alla Madonna della Salute: il voto che vide impegnati il doge, il governo, il patriarca e la popolazione tutta, il voto che vale ancor oggi e riguarda tutta la città e tutto il nostro popolo cristiano.

Era l’anno 1630. Ebbene, nel 1676 si celebrava la festa della Madonna della Salute nell’Oratorio della Scuola dei Battuti, a Mestre, che successivamente sarebbe diventato la chiesa tanto amata da tutti gli abitanti di Mestre. Insomma, la devozione alla Madonna della Salute è entrata molto presto nella vita della nostra città. Io conservo nel cuore dei ricordi bellissimi di quando, con la mamma e con la nonna, mi recavo in pellegrinaggio, in mezzo a una folla di fedeli, nella chiesetta stipata oltre ogni dire.

Oggi, quella chiesetta, dopo essere stata per circa quarant’anni anni chiesa parrocchiale, è stata dichiarata Santuario diocesano Madonna della Salute di Mestre: santuario, cioè luogo privilegiato, dedicato in modo speciale all’invocazione di Maria; diocesano, cioè punto di riferimento per tutta la nostra chiesa: un santuario mariano che ripropone qui, nella nostra città di Terraferma, la bellezza e la forza di una tradizione di fede che, nata a Venezia, si è diramata ovunque.

mons. Gianni Bernardi

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