Da “DIMENSIONE PI” – 26 novembre 2017

Da “DIMENSIONE PI” – 26 novembre 2017
settimanale della parrocchia di San Marco dell’omonimo viale

Don Mario, il parroco, rifacendosi al discorso del Papa sulla “giornata del povero”, fa una lunga riflessione su cosa rappresenta l’amore per il cristiano e chi sono i poveri in senso lato, ed avverte che la prima domenica di avvento sarà coerentemente dedicata alla carità.

don Armando

OGGI
PRIMA GIORNATA MONDIALE DEI POVERI
«Non amiamo a parole ma con i fatti»

Sono parole tratte dalla prima lettera dell’apostolo Giovanni (3,18) che papa Francesco, istituendo la prima giornata mondiale dei poveri, mette a titolo della sua lettera con la quale l’accompagna e la motiva. Non più buone e belle parole, ma fatti concreti. L’amore per Dio ha la sua verifica nell’amore per il prossimo, con particolare preferenza per il povero.

Ero affamato, assettato, nudo, malato, forestiero, in carcere….mi avete aiutato. Il Signore Gesù si identifica con queste persone. Il primo e più grande comandamento è questo: “Ama il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le tue forze; il secondo è simile al primo: Ama il prossimo tuo come te stesso”. Quindi tutto ciò che trovo giusto per me, tutto ciò per cui combatto perché è mio diritto sacrosanto, perché non lo devo volere anche per il mio prossimo? Va eliminato ogni egoismo e privilegio di casta; ogni discriminazione a motivo di religione, cultura, razza e colore. Davvero ogni uomo è mio fratello. Il fondamento e l’origine di questo amore così universale, che si fa concreto nell’incontro con il prossimo, cioè con chiunque mi trovo per strada, in paese, al lavoro…. è perché Dio per primo mi ha amato. E mi ha amato e continua ad amarmi così come sono, con le mie miserie, con i miei difetti, con i miei peccati, perché vuole in tutti i modi il mio bene. L’apostolo Paolo dice che Dio ci ha amati quando eravamo ancora peccatori; come non ci amerà ora che ci ha riconciliati a se mediante il figlio suo Gesù Cristo che per noi si è consegnato alla morte?

E’ vero che noi cristiani, la Chiesa, non sempre abbiamo vissuto e viviamo questo amore per il prossimo. I nostri peccati contro l’amore per il prossimo sono motivo per chiedere perdono a tutti e nel contempo per convertirci, per tornare al Vangelo, a Gesù.

Una conversione che si traduce in impegno concreto di carità, di aiuto, di testimonianza di una vita sobria e solidale. I poveri ci evangelizzano, sono la presenza di Gesù che si è impoverito, che si è spogliato della sua divinità per farsi fisicamente vicino, prossimo, a ciascuno di noi e arricchirci donandoci amicizia e comunione profonda e vitale con Lui. Li avremo sempre i poveri con noi, dice Gesù. Pare che ogni società, per quanto si sforzi di essere giusta (ma si sforza davvero?), crei continuamente nuovi poveri. Esisterà mai un mondo senza poveri? Non c’è solo povertà materiale, economica.

Quante altre povertà in questo mondo! Il Signore lo permette perché? Perché ci rendiamo responsabili gli uni degli altri? Perché impariamo a moltiplicare il pane, i beni, la felicità e la gioia condividendoli? La condivisione crea fraternità. Sarà allora la fine di “questo” mondo?

don Mario Liviero

NUOVO ANNO LITURGICO

Domenica prossima 26 Novembre, festa di Cristo Re, è l’ultima Domenica dell’anno Liturgico. La Successiva, 3 dicembre, sarà la prima del nuovo anno che comincia con l’Avvento, il tempo di preparazione al Natale.

Torniamo e ripartiamo continuamente dalle origini. Nell’origine c’è la nostra salvezza, e la nostra salvezza è Gesù Cristo. La prima domenica di Avvento sarà, quest’anno, anche la DOMENICA DELLA CARITÀ.

Il Natale è la manifestazione dell’amore di Dio verso di noi: questo amore si manifesta appunto nella venuta del Signore Gesù. L’amore di Dio ha un nome: si chiama Gesù.

A Lui continuamente noi cristiani torniamo con tanti fratelli che il Signore ci dà da amare ed aiutare. L’incontro dei bambini della Diocesi con il Patriarca sarà in questa domenica, a san Marco, alle ore 15.00.

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