Da “Comunità Parrocchiale SS.TRINITA'” – 12 novembre 2017

Da “Comunità Parrocchiale SS.TRINITA’” – 12 novembre 2017
settimanale della parrocchia omonima del Terraglio

L’articolo di fondo del parroco, don Angelo, è interessante come sempre. Egli, partendo dalla gazzarra fatta in Parlamento in occasione dell’approvazione della legge elettorale e dell’assoluta disistima che stanno attirandosi i parlamentari, ha la saggezza e il coraggio di affermare che la democrazia parlamentare, nonostante tutti i suoi difetti, è ancora il miglior metodo di governo.

Don Angelo mette in guardia dalle “tentazioni” della dittatura, della democrazia diretta e, peggio ancora, della democrazia online dei grillini. Credo che tutti i concittadini dovrebbero leggere questo articolo anche perché la sua gente non è per nulla interessata.

don Armando

Domenica 12 Novembre 2017 trentaduesima del tempo ordinario

Questo nostro tempo
Lascia molto perplessi l’atteggiamento di qualche partito circa il comportamento tenuto in occasione dell’approvazione della legge elettorale.

Qualche atteggiamento balordo si è già verificato in passato e tuttavia è necessario richiamare che il parlamento è l’espressione della base popolare e rimane il miglior strumento per un governo democratico, pur con tutte le carenze che solitamente emergono e le difficoltà di gestione per il mancato adeguamento alle opportune riforme di questo strumento. La cosiddetta democrazia diretta appare a tutti una grande balla e ancor meno credibile risulta la democrazia on-line di cui un partito attualmente si fa sempre più interprete. Ogni forma diversa dal metodo parlamentare_ appare disorientante e non idonea per la vita democratica. Non occorre andare lontano nella memoria per ricordare che le famigérate brigate rosse degli anni ’70 volevano la democrazia diretta tanto da ricorrere anche al latrocinio e all’omicidio per realizzare il loro programma. Ma soprattutto non possiamo dimenticare cosa affermava il fascismo dell’aula parlamentare il 16 Novembre 1922 appena arrivato alla presa di potere: “Potevo fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco di manipoli: potevo sprangare il parlamento e costituire un governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto”. La lezione della storia sta ad indicare che occorre avere rispetto per le forme che esprimono la volontà popolare anche quando sono distanti dal nostro modo di pensare. L’alternativa al metodo parlamentare è la dittatura con tutte conseguenze che questa comporta. Il momento presente è particolarmente difficile;

la convivenza civile è fortemente compromessa a causa di gravi problemi insoluti come quelli della migrazione, della povertà crescente, del disagio del mondo giovanile. L’appello alla buona volontà di tutti appare necessario ed urgente poiché lo storia passata ci insegna che, in assenza di un metodo democratico senza la collaborazione di persone testimoni del rispetto delle persone e in autentico servizio della comunità e non dei propri interessi, si affaccia il pericolo o della banalità populista, che ci espone al fallimento del nostro Paese, o alla presa di potere dell’uomo forte in un clima dittatoriale. In Italia abbiamo avuto grandi figure che hanno saputo lavorare per la costruzione democratica del Paese; penso a Cavour, a Giolitti, a De Gasperi. Perché non deve apparire ancor oggi qualche persona simile testimone di umanità, di servizio, di democrazia, in grado di trarre verso mete più alte rifiutando la banalità e l’inconsistenza di tanti nostri politici attuali?

don Angelo Favero

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